La piramide nutrizionale vegetariana è sempre la stessa?
Vegetariani che mangiano pesce
Chi si nutre solo di frutta
Vegetariani (e non) crudisti
Che cosa mangia un vegetariano
Vegani e veganesimo
Bugie e verità sul vegetarismo e il veganismo
Ragazzi di 13 anni vegetariani
Vegetariani o vegani in base al gruppo del sangue

Argomenti come vegetarianesimo e vegani sono sempre più discussi, specialmente su Facebook, dove anziché nascere riflessioni importanti, lo scontro tra chi è onnivoro e coloro i quali mangiano soltanto verdure è sempre più acceso.
La piramide alimentare vegetariana rappresenta una realtà importante, un punto di riferimento per milioni di persone anche in Italia, dove la passione a tavola verso una dieta ricca di verdure e priva di insaccati o derivati animali, sembra essere qualcosa in più di una moda transitoria.
Gli italiani sono un popolo di mangioni, ma anche una nazione che ha fatto della dieta mediterranea e della pasta un punto d’orgoglio.
Ragion per cui, quando si parla di piramide alimentare vegetariana diventiamo un po’ tutti curiosi, cercando di capire se davvero può apportare evidenti benefici sulla nostra salute e se è opportuno seguire un’alimentazione senza insaccati e e contrario all’uccisione di qualunque tipo di animale.

vegetarianesimo

Uno schema riassuntivo

La nostra società ci impone dei tempi di fruizione minimi, proporzionati alla velocità con cui riceviamo e inviamo informazioni, tramite i new media. Di conseguenza, anche per stabilire che cosa è più corretto introdurre nel nostro corpo, una volta raccolte le motivazioni etiche e culturali per diventare vegan, l’ideale sarebbe avere una piramide alimentare vegetariana in pdf facile da consultare.
Una volta in possesso di un disegno che ci descriva quali sono i cibi vegani della nostra piramide degli alimenti e uno schema esplicativo che spieghi quante volte mangiare i vegetali a foglia verde e quanti giorni preferire le verdure con tante fibre. Avere un file in PDF facilmente stampabile consentirà di osservare in maniera veloce che cosa è giusto mangiare se si è vegetariani.
La possibilità di consultare che cosa è indicato sul foglietto si rivela un ottimo strumento soprattutto per chi è un po’ pigro e riesce a impegnarsi in qualcosa, soltanto se continuamente sollecitato a farlo.
Un documento digitale in PDF, semplice da stampare, può essere visto in qualunque momento e ricordare a chi è più distratto la proporzione più corretta di cibi da assumere ogni giorno.

Settimanale o giornaliera?

Non esiste una regola precisa che spiega se è meglio seguire le indicazioni alimentari con cadenza quotidiana o se farlo nell’arco della settimana. Dipenderà da come ci troviamo meglio, anche se, rispettare una dieta vegetariana alcalina precisa ogni giorno, richiederà un impegno maggiore.
Allo stesso tempo però, mantenere un regime alimentare che prevede l’assunzione di determinate verdure fresche nell’arco di una settimana, sarà meno efficacie di una dieta da seguire con regolarità, ogni singolo giorno.

La piramide alimentare di un vegetariano può cambiare?

Sì, certamente. Questo perchè potrebbe scoprire nel corso degli anni, che alcuni vegetali risultino più dannosi che benevoli. Col passare del tempo un individuo che si nutre solo di verdure e frutta potrebbe scoprire qualche intolleranza alla melanzana o al pomodoro (allergia al nichel).
Oppure potrebbero esserci dei nuovi studi nutrizionali che convincano qualche vegano a diventare vegetariano, a causa di carenze vitaminiche (vitamina d e b12 su tutte), o a rivoluzionare l’apporto di insalata e fibre nel piano alimentare suggerito inizialmente nella piramide.
I consigli che vengono riassunti nelle piramidi alimentari vegetariane non sono assoluti e possono essere modificati in itinere, a seconda della maggiore o minore soddisfazione nei confronti di quello che accade a livello fisico e di come una persona vegetariana si sente a livello mentale.
Non è un caso se, con cadenza quasi biennale, vengano redatte nuove piramidi alimentari, che correggono eventuali inesattezze o prevedono l’inserimento di nuovi quantitativi calorici, tali da garantire che nessun vegetariano possa accusare un deficit di specifici elementi. L’ultima piramide vegetariana diffusa tra la popolazione italiana risale al 2015. Ogni volta che ci riferiamo ad una piramide della salute vegan più vecchia di 4 anni, si è soliti definirla “classica”, per differenziarla da quelle più recenti.

Discriminazioni alimentari per vegetariani

Uno degli aspetti più delicati di non mangiare più carne o altri prodotti che prevedano l’uccisione di altri esseri viventi è la discriminazione a cui è soggetto chi sceglie di diventare vegano.
A cominciare dalla difficoltà nel reperire cibi che non contengono tracce di animali nei supermercati, la vita di sceglie una dieta vegetariana è molto difficile.
La cattiveria con cui alcune trasmissioni tv o radio si accaniscano contro i vegani, facendoli passare per violenti o pazzi psicopatici, non rende facile l’integrazione di chi decide di rinunciare a mangiare derivati animali.
Il rapporto del vegetariano nella società continua ad essere problematico e le provocazioni di Cruciari durante la trasmissione “la zanzara” non aiutano a stemperare gli animi.
Se Red Ronnie considera assassini coloro i quali uccidono le mosche non può essere etichettato come fanatico e trattato alla stregua di un matto da manicomio.
Si tratta comunque dell’uccisione di una creatura vivente, quindi il noto cantante con i capelli rossi non afferma alcuna bugia.
Bisognerebbe imparare ad essere più tolleranti con chi non condivide la mattanza di agnellini durante il periodo di pasqua o diventa vegetariano perchè lo considera uno stile alimentare più genuino e meno soggetto alle mistificazioni tipiche che hanno come protagonisti carne e pesce.
Per fortuna, all’estero i pregiudizi sono molto più affievoliti e ci auguriamo che una maggiore consapevolezza sull’effetto di ormoni e carni gonfiate e sul legame tra grandi predatori pelagici e accumulo di metalli pesanti nel corpo, possa riscattare la figura di chi difende la vita animale.
Sotto la spinta della globalizzazione speriamo che aumenta sempre più la scelta di prodotti vegan nei market, anche in Italia, dove si teme che scalfire la tradizione culinaria delle braciole con carne di cavallo o degli involtini d’intestino di maiale, rappresenti un peccato veniale.
Una società moderna, evoluta dal punto di vista culturale, dovrebbe comprendere come una migliore piramide degli alimenti, incentrata sulla filosofia vegan, significherebbe ridurre drasticamente le spese sanitarie, come sosteneva anche lo scomparso Umberto Veronesi.

Ibridi a tavola: vi presento i pescetariani

Sono persone che decidono consapevolmente di mangiare prodotti ittici di qualunque natura, ma che rifiutano di assumere carni di altri animali, provenienti dal mondo terrestre.
I soggetti che si nutrono anche di pesce e di frutti di mare non possono essere definiti vegetariani e risultano avere una dieta più equilibrata dal punto di vista dell’apporto proteico.

piatto con pesci piatti
Si tratta di vegetariani atipici, perchè mangiano anche pesci.
Le ricette a base di pesce sono deliziose e anche piuttosto facili da realizzare, garantendo un quantitativo di fosforo e potassio notevole, con grandi benefici sotto il profilo mentale e nervoso.
Il pesce risulta, dal punto di vista proteico, un degno sostituto della carne bovina e nei vegetariani che mangiano pesce risultano molto più rare le carenze nutrizionali, rispetto alle persone che introducono nell’intestino esclusivamente prodotti vegetali.
E’ possibile vivere  benissimo mangiando pesce e rinunciando invece a salsicce e insaccati e potrebbe rappresentare un ottima via di mezzo per coloro i quali vogliono limitare l’introduzione di tossine nel corpo.
Anche se i vegani più radicali accusano i pescetariani di essere responsabili dello sterminio di migliaia di specie marine, dal punto di vista della salute alimentare, reputiamo la piramide dei pescetariani più equilibrata e facile da seguire, rispetto a quanto sostenuto dal veganismo.
Coloro i quali decidono di mangiare solo pesci e vegetali dovrà ugualmente stare attento a quello che mette sotto i denti.
Le frodi alimentari che riguardano gli abitanti del mare sono tante, assicuriamoci sempre di mangiare pesce fresco e mai congelato.
Cercare un tutorial che spieghi come riconoscere il pesce decongelato da quello ucciso in giornata può risultare utilissimo per chi decide di intraprendere una dieta da pescetariano.
Conoscere il periodo di pesca degli animali degli oceani aiuterà a capire se quello che mangiamo è un pescato locale o proviene da mari lontani.
Un occhio di riguardo andrà rivolto nel caso di pesci pelagici e pesce azzurro, non a caso posizionati al vertice delle varietà culinarie di una piramide per pescetariani. Tonni e pesce spada sono predatori che possono accumulare enormi quantità di metalli pesanti, a causa della loro dieta giornaliera, impostata su migliaia di avannotti di pesce azzurro, come sardine, alici, sgombri e  sugarelli.

Si può vivere di solo frutta?

Sì. Lo sanno bene i fruttariani che sono delle persone che si nutrono soltanto di frutta, escludendo dalla dieta alcalinizzante persino i vegetali. Si tratta di una branca estrema del Mondo vegan che poco o nulla ha a che fare con il vegetalismo. Chi è fruttariano decide per filosofia di vita di nutrirsi solo di prodotti provenienti da alberi o di semenza. Nella piramide alimentare dei fruttariani i semi di girasole e quelli di lino accompagnano numerose ricette e dovranno caratterizzare quasi ogni pasto.

L’uso di estrattore e l’impiego di un buon libro per preparare i frullati e quasi un obbligo in questi casi, vista la particolare nutrizione richiesta.
Una tra le preoccupazioni maggiori per coloro i quali vogliono mangiare solo frutti è quella di rendere la propria cucina noiosa e di privarsi quasi del tutto del piacere di andare al ristorante con gli amici.
In effetti è un po’ surreale pensare a che cosa potrebbero ordinare i fruttariani quando vanno a mangiare fuori casa?
La lista dei prodotti di cui potranno nutrirsi i cultori del fruttismo è davvero ristretta e non tutte le tavole calde servono frutta fresca.
Si tratta di una dieta davvero impegnativa da perseguire, della quale non faranno parte ne pasta ne tanto meno i secondi piatti. Appare evidente come sarà praticamente impossibile per un fruttariano usufruire di un menù tradizionale.
Del resto, anche in questo caso, parliamo di esagerazioni alimentari, ovvero di persone che hanno preso un po’ troppo “seriamente” la volontà di mangiare sano. Ad evidenziare alcuni tratti paradossali dei chi ingurgita solo banane, kiwi ed altra frutta, ci pensano alcune discussioni sui furum di veganismo.

Una tra le più “particolari”, che ha attirato la nostra attenzione riguardava il fatto di come i fruttariani che mangiavano i fichi, come pure i vegani, non fossero affatto coerenti con l’intento di nutrirsi senza ammazzare nessuno. Di fatto, il fiore del fico è quasi sempre impollinato da vespe che hanno l’abitudine di depositare uova all’interno.
Molti studi di etologia dimostrano come le uova di vespe restino racchiuse nel fiore e quindi contengano di fatto delle piccole percentuali di residui animali. A conferma di questa tesi, sottolineiamo come i fichi vantino buone quantità di proteine.

La setta crudista

Sono definiti crudisti coloro i quali mangiano esclusivamente cibo o liquidi che non vengono cotti ad una temperatura superiore ai 40 gradi centigradi. La ragione di base che giustifica una scelta così radicale è quella che tutte le pietanze cotte perdano i nutrimenti essenziali che ci permettono di crescere sani e in salute.
Rinunciare al caffè o ad un tè caldo è d’obbligo per chi opta per assumere soltanto cibi crudi e questo si rivela particolarmente limitante, soprattutto in inverno, quando un crudista potrà consumare solo cibi freddi.
Anche se il pesce crudo viene considerato un vanto per tutti i baresi e i giapponesi e un pasto abbastanza chic in tutto il Mondo, va precisato come possa essere anche un po’ pericoloso se non si utilizza il limone per marinare in parte i mitili e i crostacei che ci si appresta a mangiare senza cucinarli. Non bollire gli alimenti aumenta il rischio di contaminazione batterica e quindi le possibilità che anisakis o tenia si sviluppino e vivano come parassiti nel nostro intestino.
Ci vuole molta più oculatezza quando si sceglie di iniziare un’alimentazione vegancrudista, perchè in questo caso mancherà persino l’apporto del pescato.
Pensate molto bene prima di diventare crudisti, anche se di solito si arriva a questa decisione, dopo una serie di passaggi che portano un individuo prima ad essere vegetariano, poi vegano e quindi crudista-fruttariano.
Nonostante l’ottimo apporto di vitamine, presenti nella frutta, si raccomanda ai soggetti che mangiano prevalentemente frutta di effettuare dei regolari controlli del sangue, onde essere sicuri di non avere alcun valore alterato.

Identikit di un vegetariano

Si definisce vegetariano un individuo che ha scelto di mangiare soltanto prodotti ortofrutticoli, rinunciando a nutrirsi con prodotti di origine animale.
Un soggetto che ha sposato la causa del vegetarismo si differenzia da un vegano perchè potrà consumare formaggi e derivati del latte, assolutamente banditi in un regime alimentare vegan.
Spiegare perchè si diventa vegetariani non è mai semplice, anche se esistono alcune cause di fondo che favoriscono un cambio del proprio punto di vista su cosa sarebbe più giusto mangiare.

Perchè si sceglie il mangiare vegetariano:

  • Per ragioni etiche. Si considera la morte degli animali una vera tortura, un attentato al nostro pensiero di esseri umani. Non essendo più da un pezzo costretti a cacciare per procurarci cibo ed essendo divenuti sedentari e agricoltori, si reputa che mangiare verdura è frutta resti un fatto di rispetto per Madre natura.
  • Per motivazioni legate alla salute. Si comprende come carne e pesce facciano male all’organismo, a differenza di vegetali e prodotti di fruttificazione. Si decide quindi di rompere bruscamente con questi cibi e di intraprendere la via del vegetalismo.
  • Per moda. Esiste anche questa possibilità. La diffusione di video animalisti sul web, la scelta alimentare realizzata dal partner o da una figura rappresentativa per la propria vita, un servizio televisivo che parlava di allevamenti intensivi delle galline, sono tutte delle ottime giustificazioni per compiere questo cambio di rotta. Si può diventare vegetariani per essere accettati in un gruppo. Pensiamo ad esempio a come alcuni gruppi anarchici o realtà legate ai centri sociali facciano del vegetarianesimo una vera e propria fede. In questi contesti culturali in cui la maggioranza delle persone si nutre solo con verdure è molto più facile condizionare psicologicamente altri che vogliono integrarsi in quel gruppo, inducendo loro a divenire vegeratiani “perchè fa figo”.

I cibi tipici di un vegetariano

Non si può riassumere la spesa di un vegetariano parlando soltanto del wurstel vegetariano scarlino, perchè si rischierebbe di essere altezzosi e provocatori.
Seppure le ricette che si possono realizzare con le verdure sono tantissime, è anche vero che se un vegetariano vuole comprare del cibo in scatola o precotto, potrebbe a volte rischiare di imbattersi in un prodotto dallo scarso sapore e di qualità infima.
L’idea di riproporre le versioni vegetariane dei tipici cibi di una dieta onnivora come salsicce, bresaola, prosciutto crudo, è un po’ triste, oltre che priva di un fondamento logico.
Perchè un vegetariano, convinto nelle sue posizioni, dovrebbe rimpiangere di mangiare carne e quindi essere attratto dalla vendita di questi surrogati alimentari privi di carne, dai nomi, dal loro punto di vista, abominevoli?
Potrebbe un vero vegetariano acquistare delle fette di prosciutto vegetariano, senza pensare come quel nome richiami la morte e la violenza sui maiali?
Senza parlare del gusto, visto che alcuni wurstel o cotolette di seitan hanno un sapore terribile, soprattutto quando hanno un prezzo economico e venduti da marchi poco conosciuti.
Puntare su verdure a kilometro zero significa comprendere come più vicino è il luogo in cui le culture saranno coltivate, maggiori saranno le probabilità di assumere cibi freschi e genuini.
La filiera corta dovrebbe essere una prerogativa di ogni buon vegetariano perchè rappresenta un baluardo di chi crede nella sostenibilità ambientale.
Informarsi se esistono dei gruppi di acquisto solidali (Gas) nella propria città e rifornirsi attraverso i GAL (gruppi di acquisto locali) rappresenta una forma di rispetto nei confronti della natura e verso le nuove generazioni.
Tematiche come l’inquinamento prodotto dai camion trasportatori e dalle industrie per l’inscatolamento e la conservazione dei prodotti che serviamo a tavola, dovrebbero essere molto a cuore a chi si considera vegano o vegetariano.
Essere vegetariano non basta a salvare la nostra società, ma può aprire molte strade al consumo critico, soprattutto quando si eseguono altre scelte coraggiose, finalizzate ad una maggiore consapevolezza sulla nostra esistenza.
Non è nostro compito entrare nel merito tra vegetariano si o no, ma possiamo assicurare che si può sopravvivere mangiando solo verdura e frutta e che, essere vegan può rivelarsi una critica esplicita alla nostra società antropocentrica.
Cercando tra blog e forum vegan su internet è possibile scoprire ottimi menù vegetariani da 1200 o da 1300 calorie, perfette per il fabbisogno energetico di ogni adolescente.
Nel frigorifero di una famiglia vegetariana non mancheranno mai:

  • le uova. Ottime riserve di proteine, omega 3 e omega 6. Il numero di uova che dovrebbe mangiare un vegetariano per sopperire alla mancanza proteica legata all’assenza di carni e pesci dalla dieta è 5.
  • il seitan. Ricavato dal glutine del grano tenero. Delizioso da mangiare in padella per tutti, eccetto i ciliaci, i quali ne sono altamente allergici.
  • La soia. Ideale per farcire il sugo della pasta, ma anche da usare come elemento base delle polpette.

succhi di frutta naturali

I vegani in Italia

Sapere quanti vegani vivono in Italia è abbastanza semplice. Stando a quanto mostrano le statistiche, quasi 2 milioni di italiani hanno abbandonato prodotti derivanti dallo sfruttamento animale.
A livello percentuale, una fetta di popolazione pari al 3%, non si nutre neanche di formaggio, principale discriminante che differenzia un vegano da un soggetto vegetariano.
Chi difende gli animali festeggia, soprattutto se si pensa che questo trend sia in costante crescita e che nel 2017 il numero di persone che in Italia ha deciso di sposare la causa vegan è praticamente raddoppiato, rispetto i dati dell’anno precedente.
Anche altre nazioni che scelgono una dieta “cruelty free”, come l’India, possono vantare numeri nettamente più importanti, si sottolinea come spesso possa essere la religione ad influenzare (o..imporre?) specifiche decisioni nell’alimentazione.

Possiamo essere abbastanza orgogliosi di quanto il veganismo abbia fatto presa nel nostro Paese, perchè, a parte la Germania, sono pochi gli stati in Europa che vantano dati così importanti.

Il merito della diffusione della cultura vegana è legato anche al fatto che moltissimi personaggi dello spettacolo e attori famosi siano divenuti vegani. Di conseguenza, l’effetto emulazione, ha condizionato la decisione di molti fan di seguire una piramide alimentare vegan.
A parte Margherita Hack e Umberto Veronesi, entrambi scomparsi, rispettivamente a 91 e 90 anni d’età, fatto che farebbe pensare che chi è vegan vive di più, sono tantissimi i Vip che hanno escluso carne e formaggio da pranzo e cena.
Alcuni esempi nostrani sono rappresentati da Jovanotti e Gianni Morandi, ma nella storia il vegano italiano più importante forse è stato Leonardo Da Vinci.
A livello mondiale invece ricerdiamo: Paul McCartney, Pamela Anderson e Joaquin Phoenix, giusto per citarne alcuni.

Diversi tra i diversi

Il mondo dei vegani è pieno di sfaccettature, perchè caratterizzato da individui che fanno alcune eccezioni alimentari, un po’ per questioni di salute, un po’ per golosità.
Senza parlare dei vegani pentiti che alcune volte l’anno decidono volontariamente di mangiare carne animale, a patto che sia biologica, esiste un folto gruppo di persone che mangia prodotti come il miele, senza troppi scrupoli.
Il fatto che il miele faccia bene è indubbio, soprattutto se lo usiamo come sostituto degli zuccheri ultra raffinati, eppure, volendo essere coerenti con la fede “cruelty free” (tradotto in italiano come “cibo privo di violenza”), dovremmo ammettere che si tratti di un prodotto che sfrutta l’operato delle api. Un vegano 100% sosterrà senza mezzi termini che si tratta di uno sfruttamento animale a tutti gli effetti, simile a quello che coinvolge i polli, quando allevati in batteria.
Discorso simile per quel che riguarda il consumo di alcolici, soprattutto per quel che riguarda il vino, all’interno del quale sono spesso utilizzati ingredienti “proibiti” come colla di pesce o di ossa o la gelatina animale.
Mangiare meglio però non vuol dire essere immortali e nonostante la tendenza a praticare yoga e mantenersi in forma, occorre fare attenzione a quello che si consuma ogni giorno.
Essere vegani è abbastanza impegnativo e bisognerebbe essere molto scrupolosi nella dieta da seguire, onde non cadere in carenze vitaminiche.
Ad ogni modo, degli integratori alimentari, soprattutto quelli di B12, visto che si tratta di una vitamina non sintetizzabile autonomamente dall’organismo, potrebbero scongiurare i rischi di contrarre anemia megaloblastica o perniciosa.
Precisiamo come si tratti di una malattia molto più probabile tra i vegani che tra i vegetariani, visto l’ottimo apporto di B12, fornito dalle uova, che può essere regolarmente garantito attraverso l’adozione di un regime alimentare vegetariano.

Ultima nota di folklore è rappresentata dall’accenno ai vegani respirariani, ovvero da coloro che credano di porter nutrirsi esclusivamente di aria (di aria fritta..direbbe qualche rosicone). Eppure degli esempi di persone che sopravvivono solo con l’energia solare esistono. Basta cercare su internet qualche notizia sui breathariani per rendersi conto di come alcune religioni o stili di vita possano stravolgere del tutto il significato di una piramide vegana.
Anche se si tratta di un gruppo di persone che merita rispetto, perchè capace di sopravvivere solo grazie al prana e all’energia vitale, purtroppo sono spesso bersaglio delle critiche più dure.
Vengono infatti considerati degli estremisti oltranzisti e spesso etichettati come vegani talebani, per sottolineare l’ottusità con cui cercano di far valere loro idee, sostenendo come si possa vivere senza cibo.

Tra leggende e verità

Uno tra i luoghi comuni più diffusi è quello che un vegetariano mangia poco. Possiamo assicurare che non è affatto vero e che se i vegetariani appaiono piuttosto magri è solo perchè consumano cibi migliori, con quantità ridotte di grassi saturi e colesterolo.
Esistono anche vegetariani sovrappeso, perchè robusti per costituzione fisica o perchè tendono ad accumulare molti grassi, a seguito di una scarsa attività fisica.
Ognuno di noi, indipendentemente da quello che sceglie di mangiare o non mangiare, ha l’obbligo morale di fare sport, per facilitare il metabolismo, soprattutto quando si ha superato i 40 anni di età.
Se non abbiamo l’opportunità di andare a correre al parco, potremmo sempre inscriverci in palestra ed educare il nostro corpo a bruciare le calorie in eccesso.
Anche credere che un vegetariano non possa sviluppare tumori è da ingenui, nonostante varie ricerche ufficiali dimostrino come chi si ciba di verdure abbia un’incidenza tumorale inferiore rispetto alla media. Viviamo tutti sotto lo stesso cielo, indipendentemente dall’essere carnivori o erbivori.
Altra tesi portata avanti dai nemici dei vegetarian, come direbbero gli inglesi, è quella che i vegani siano violenti e sadici. Questa diceria è supportata dal fatto che Hitler fosse vegano, anche se basta essere minimamente dotati di cervello per rendersi conto della portata di tale baggianata.
Uno sterminato elenco di persone che mangiano carne hanno commesso atrocità verso terzi, ma non per questo ci si permette di trovare una corrispondenza tra quello che si mangia e attitudine verso gli altri. Allo stesso tempo, grandissimi uomini della scienza medica, come Umberto Veronesi, sono stati fermi sostenitori del vegetarianesimo, e non per questo sarebbe sensato classificarli come “nazisti”.
Altra ragione per cui si parla di vegani aggressivi è legata alla presenza di molti vegani tra le frange dell’anarchismo a livello mondiale. Di conseguenza, constatando come moltissimi vegani siano stati denunciati durante manifestazioni anti circo o contro lo sfruttamento degli animali, si tende ad etichettare chi non mangia ne carne ne formaggi come personaggi facinorosi e agitati.
E’ ora di smetterla con tutte queste generalizzazioni. Esistono anche moltissimi esempi di vegani picchiati ingiustamente, senza che notizie di questo tipo abbiano la giusta diffusione tra i media nazionali.
Per fortuna non esistono solo accezioni negative quando si parla di questi soggetti, visto che un’altra convinzione, assai diffusa nel web, è che siano più prestanti dal punto di vista sessuale. Questa notizia potrebbe dipendere dal fatto che i vegetariani consumino un gran numero di uova, per compensare le proteine della carne, ma non ne siamo sicuri. Sta di fatto che i pornostar è noto che mangino molte uova per durare più a lungo durante un rapporto sessuale, ragion per cui non ci sentiamo di voler escludere del tutto questa tesi.

bambina mangia fetta di anguria

Vegetariani a 13 anni. Molti genitori storcono il naso nell’apprendere di ragazzini che in piena fase adolescenziale decidono all’improvviso di non mangiare più carne, convinti che questa scelta possa compromettere il loro sviluppo.
Entrare nel merito di cosa è più giusto insegnare ai propri figli è compito di psicologi dell’infanzia e da psicoterapeuti. Dal nostro punto di vista, rispettare una piramide alimentare vegetariana rappresenta una scelta possibile, a patto di rispettare la dose settimanale consigliata di vitamine e di proteine. Vegetariano o carnivoro, un figlio può avere dei benefici sulla salute, a patto di essere equilibrato e responsabile.
Il questo senso, i consigli degli esperti di nutrizione non mancano e seguire una piramide alimentare per bambini sarà di grande aiuto.

E’ per questo che i genitori dovrebbero rispettare ogni scelta alimentare perpetuata dai ragazzini che hanno messo al mondo, assicurandosi però che la loro dieta sia completa dal punto di vista nutritivo.
Sarà altrettanto importante che mamma e papà accompagnino ogni 2 mesi il figlio a qualche visita di controllo, onde assicurarsi che non vi siano carenze di alcun tipo.
Gran parte delle attenzioni saranno rivolte alla condizione di salute della tiroide, considerato come eccessive introduzioni di soia nel corpo possano sensibilizzare questa zona e creare delle criticità.
Non è raro che i vegetariani ricerchino le proteine mancanti, abusando nel consumo di soia che, essendo piuttosto difficile da smaltire, condizioni negativamente la salute della ghiandola tiroidea.
Molti vegetariani o vegani ingrassano, proprio a causa dell’ipertiroidismo.

Vegetariano in base al gruppo sanguigno. Si tratta di una tendenza moderna nel distinguere una scala alimentare differente a seconda della tipologia di sangue del soggetto. Il principio base su cui si regge questa teoria vuole che le persone di gruppo AB, ovvero quello più moderno, apparso sulla terra quando l’uomo è diventato cacciatore, non siano “per natura” predisposte a mangiare carne.
Gli uomini o le donne con gruppo 0 invece, quello più antico, essendo eredi naturali dell’uomo cacciatore riescono invece a tollerare meglio l’apporto di carne animale nella dieta.