Cosa mangiano i vegani fuori casa

Dove mangiano i vegani
La colazione vegana è nutriente?
Quanto durano i pranzi vegani?
A cena con vegani
La pizza vegan esiste?
I piatti vegani più fantasiosi

Secondo quanto rivelato dalle ultime statistiche elaborate da Eurispes, i vegani in Italia rappresentano il 3% dei consumatori. Per quanto riguarda invece il numero dei vegetariani, in quel caso la cifra sale fino a raggiungere la soglia del 5%.

Se sono tra le mura di casa, i vegani non hanno eccessivi problemi a seguire il loro regime alimentare cruelty free. Spesso però, a causa del lavoro, dello studio o della pausa pranzo troppo corta, fuori di casa i vegani faticano non poco a trovare dei luoghi in cui consumare un pasto salutare e consono alla loro filosofia, pertanto spesso si portano qualcosa già da casa.

Lo stesso discorso vale per le persone che seguono la dieta vegana per dimagrire oppure per disintossicarsi dopo un’abbuffata: quando sono fuori di casa, non è raro che facciano fatica a trovare dei posti in cui mangiare.

In questa guida cercheremo di vedere quali sono i luoghi in cui i vegani possono mangiare fuori di casa senza dover rinunciare al gusto né tanto meno alla loro filosofia di vita.

I luoghi preferiti dai vegani

I supermercati, a sorpresa, sono al primo posto della classifica dei luoghi dove mangiare veg: questo non solo perché, da quasi vent’anni, offrono una scelta vasta di prodotti vegani a base di tofu, soia o seitan, ma anche perché propongono delle insalate già pronte, dei barattoli con pezzetti di frutta già tagliata da consumare al volo e, nel caso dei più forniti, anche dei panini rigorosamente cruelty free.

Per quanto riguarda invece i fast food, la maggioranza di quelli presenti in Italia non sono orientati verso una clientela vegana e vegetariana, ad eccezione di Universo Vegano, una catena che attualmente conta venti punti vendita.

Di questi, diciannove sono concentrati soprattutto nel Nord Italia, mentre uno si trova in Sardegna.

I bar orientati verso i vegani, fatta eccezione per i negozi biologici con annesso ristorante, rappresentano ancora una rarità in Italia.

cosa mangia una ragazza vegana a pranzoI ristoranti invece, neanche a dirlo, occupano l’ultimo posto tra le preferenze dei vegani: questo perché i condimenti rappresentano il punto dolente, visto che, anche nel caso delle insalatone apparentemente “veg”, c’è il rischio di incappare in condimenti a base di uova o di altri derivati animali.

Le pizzerie sono quasi sempre una scelta sicura, perché negli ultimi anni si sono orientate sempre di più verso il bio, le pizze integrali e l’uso di lievito madre o di formaggio vegan al posto della classica mozzarella.

In più nelle grandi città, come Milano o Roma, alcune gelaterie e pasticcerie offrono anche dei prodotti genuinamente veg e che sono molto apprezzati anche dai consumatori non veg in quanto sono più leggeri e digeribili.

Colazione veg

Che cosa mangiare di vegetariano in un bar per colazione?

La colazione vegana, a meno di non recarsi in un posto specializzato in preparazioni biologiche, è quasi impossibile nei bar tradizionali.

Tuttavia, in quelli più grandi, si possono trovare delle alternative gustose alla classica colazione all’italiana composta da cappuccino, cornetto e succo di frutta, come ad esempio il latte vegetale o le porzioni di frutta già pronte.

Il cappuccino al latte di soia, malgrado in Italia ci sia ancora una certa resistenza, si sta diffondendo sempre di più anche nei nostri bar, mentre nel resto del mondo è universalmente riconosciuto e può essere richiesto senza problemi.

L’accoppiata pane e marmellata, che si può trovare un po’ ovunque, rimane la scelta vincente (purché il pane non contenga latte, burro o uova).

La colazione vegana è nutriente?

Sì, la colazione vegana non solo è nutriente, ma anche più salutare e leggera. Inoltre alcuni prodotti, come il latte di riso, possono essere consumati senza problemi anche dalle persone che sono allergiche ai latticini.

Cornetto vegano: è sicuro?

Ultimamente in Italia, come già accaduto nel resto del mondo, il cornetto vegano è diventato molto popolare, anche a causa dell’aumento del numero delle persone che sono allergiche ai latticini.

Questo cornetto si distingue da quello tradizionale perché, al posto del burro, viene impiegata la margarina (la sua alternativa vegetale).

Tuttavia, come sottolineato in un servizio andato in onda su Report, uno dei programmi di informazione più seguiti di Rai Tre, anche il cornetto vegano presenta rischi non da poco.

Infatti, nonostante sia vegano, il cornetto fatto con la margarina rimane un veicolo di grassi saturi, anche senza olio di palma. Indipendentemente dal fatto che si segua la filosofia o la moda, meglio non consumarlo in quantità eccessive visto che non è salutare per la linea.

Inoltre esistono anche delle alternative più benefiche per la colazione vegana, come ad esempio il muesli, le spremute, gli estratti di frutta o di verdura e i frullati a base di latte vegetale.

Prodotti vegani più usati a pranzo

Come si alimentano i vegan a pranzo

In un pranzo vegano, oltre al tofu, al seitan e ai prodotti a base di soia, possiamo trovare le verdure, la frutta e preparazioni come l’insalata di farro e il bulgur arcobaleno.

Per quanto riguarda il pranzo al sacco o gli spuntini da consumare fuori casa, il cibo in barattolo di vetro rappresenta un’idea perfetta da tradurre in vegano o crudista.

Questa soluzione, molto amata dagli escursionisti, può anche essere adottata sia per un picnic in spiaggia sia per una gita in montagna.

Inoltre il vetro, oltre ad essere molto ecologico, permette di portare da casa e di consumare spuntini o veri e propri pranzi salutare come insalate, verdure cotte o crude, frutta secca, cereali, mais, agrumi, funghi e germogli di soia.

Crudisti: perché per loro è più difficile mangiare al ristorante?

Per un crudista mangiare fuori di casa al ristorante può rivelarsi un’impresa: questo regime alimentare infatti, a differenza di quello vegano, prevede che i cibi siano consumati crudi o che siano cotti al massimo a 42°, una temperatura che non distrugge tutte le qualità nutritive e gli enzimi contenuti nei cibi.

Per questo motivo, se capita loro di mangiare fuori da casa, i crudisti optano in genere per un’insalata o per una porzione di frutta fresca.

Cosa non mangiano a pranzo?

I vegani, a differenza dei vegetariani che li mangiano tranquillamente, non consumano latticini, uova, miele e altri derivati animali.

Quanto durano i pranzi vegani?

Durano come i pranzi normali. L’unica differenza sta nel fatto che le ricette sono molto più semplici e anche veloci da preparare.

Un vantaggio sicuramente da non sottovalutare, soprattutto se si è di corsa oppure si desidera consumare dei cibi salutari e altamente digeribili.

Prosciutto vegan: valori nutrizionali

Il valore nutrizionale di 100g di prosciutto vegan è pari a 261 calorie, vale a dire più o meno il 10% dell’apporto calorico giornaliero di una dieta vegana.

Contiene circa il 13% di grassi, mentre il restante 87% è costituito da farina senza glutine, acqua, spezie, salse e sciroppi.

Vegano: cosa mangiare dopo l’allenamento?

Dopo uno sforzo in palestra o un’attività fisica intensa

In entrambi i casi è necessario reintegrare sia i carboidrati sia le proteine, pertanto via libera ai piatti unici e ai pasti completi a base di cereali integrali e di legumi.

Gli integratori vegan esistono?

Sì, oltre ai prodotti vitaminici consueti, in commercio esiste un vasto assortimento di integratori concepiti espressamente per i consumatori vegani e che sono composti da svariate miscele proteiche vegetali.

Per quanto riguarda gli elementi che li compongono, essi vanno dalla canapa ai piselli secchi, passando per i lupini, l’avena e il riso. Inoltre esiste anche una miscela antiossidante che include 22 frutti diversi e un integratore “pink” per le donne.

La questione degli integratori vegani è ancora oggi aperta e molto dibattuta, in quanto c’è chi vede in questa proliferazione soltanto un sistema per guadagnare sulla pelle di chi segue il regime veg.

Altre persone invece, che sostengono e appoggiano l’esistenza di questi prodotti, affermano che in alcuni casi questi integratori possono sostituire tranquillamente uno o due pasti giornalieri, strizzando l’occhio a quella fascia di consumatori che ama le diete risolutive.

Cosa mangiare a cena vegan?

La cena vegan è equilibrata?

Sì, ed è tutt’altro che trascurata, dato che comprende piatti deliziosi e che stuzzicano l’appetito come spiedini di seitan alla salsa verde, burger di ceci o di spinaci, diverse preparazioni di soia che possono sostituire la carne, minestre di verdura, ricche insalate e piatti etnici come il cous-cous di verdure o la guacamole.

La pizza vegan esiste?

Sì, la pizza vegan esiste. L’impasto è costituito da quello classico della pizza, composto da farina, acqua, lievito e, in alcuni casi, olio extravergine d’oliva. Per quanto riguarda il formaggio, al posto della mozzarella tradizionale o di bufala, si può utilizzare quella di soia o i formaggi vegani.

Secondo quanto affermato dalla piramide alimentare, la pizza vegana, meglio ancora se cosparsa di verdure fresche come nel caso della pizza con trevisana e tofu, si colloca felicemente alla base.

 

Pane vegano sì o no la sera?

Il pane vegano non presenta controindicazioni e può essere consumato sia la sera a cena, sia a pranzo per accompagnare piatti a base di verdura.

Il re del piatto vegano: il tofu

Largamente utilizzato nella cucina giapponese per la preparazione di antipasti, primi e secondi piatti, il tofu è un derivato dalla soia dal sapore e dall’odore tipicamente neutro. Proprio a causa di queste sue caratteristiche, può essere cucinato e condito in tutti i modi, dando vita a piatti originali e saporiti.

Essendo una fonte preziosa di proteine nonché un ingrediente molto versatile, il tofu è molto impiegato anche nella cucina vegetariana e vegana. Oltre ad essere in grado di assorbire i sapori delle pietanze con cui viene cucinato, può essere proposto grigliato, fritto, al forno, marinato con erbe, spezie o altri aromi o ridotto in purea.

Quanto mangiano i vegani?

Quante volte al giorno?

I vegani mangiano tra le 4 e le 5 volte al giorno, seguendo le indicazioni date dai nutrizionisti. I pasti intermedi (snack mattutino e merenda) sono molto leggeri e sono costituiti prevalentemente da frutta fresca e, in misura minore, secca.

Molte calorie in media?

Il fabbisogno di una dieta vegana raggiunge le 2400 calorie giornaliere (calcolato per un uomo di 65 chili e che svolge un’attività fisica moderata). L’alimentazione veg quindi, a dispetto di quello che si crede, non lascia con i morsi della fame.

Dove si mangia vegan?

Anche nei piccoli comuni esistono dei locali vegani?

Trovare ristoranti vegani nei piccoli comuni è difficile, ma non impossibile: in Val d’Aosta, giusto per fare un esempio, esistono ben due locali di questo tipo proprio ad Aosta.

Per quanto riguarda i ristoranti vegetariani sono molto più diffusi e numerosi rispetto ai locali vegani, in quanto occupano una nicchia di mercato più ampia e sono molto più redditizi.
Prima confondevano vegani con vegetariani e credevano che vegano fosse una malattia: l’esempio della mitica scena di Checco Zalone in Sole a catinelle
In Italia il fenomeno del veganesimo è ancora abbastanza nuovo e poco conosciuto: una volta infatti non solo le persone confondevano i vegani con i vegetariani, ma quando sentivano parlare di vegano, pensavano che si trattasse di qualche malattia strana.

Un esempio di questa mentalità lo possiamo trovare nella mitica scena di Sole a catinelle, il film che ha lanciato il comico Checco Zalone, dove il termine vegano viene inteso come qualcosa di stravagante o portatore di una patologia.

Fortunatamente oggi possiamo che, grazie all’informazione e ad un maggior impegno divulgativo, questo pensiero è abbastanza superato, anche se ancora oggi (soprattutto in ambiente social) questa scelta etica suscita disagio, e talvolta anche incomprensioni, tra gli onnivori e gli amanti della carne.

Come trovare i bar e i ristoranti vegan: ci sono delle app per cercarli?

Sì, ci sono delle app che permettono di trovare dei ristoranti vegan in pochi minuti.

Le più conosciute e utilizzate, oltre ai classici TripAdvisor e The Fork, sono Happy Cow e VeganMaps.

I primi due non hanno bisogno di molte presentazioni, in quanto sia TripAdvisor sia The Fork sono ampiamente utilizzate dai consumatori per recensire ristoranti oppure per prenotare un tavolo.

Happy Cow svolge la stessa funzione di TripAdvisor, con l’unica differenza che è orientata esplicitamente ai ristoranti veg-friendly e ai negozi di alimenti naturali.

Per quanto riguarda invece VeganMaps, si tratta di un’app che permette di trovare locali vegani nelle vicinanze e di vederne anche la posizione tramite la mappa.

La città più vegan in Europa

La città più vegan in Europa, a sorpresa, è Lisbona, la capitale del Portogallo, dove esistono più di un centinaio di negozi e ristoranti vegani su una popolazione di appena 550’000 abitanti.

cibi per vegani

L’etica prima della forchetta

È più sensibile il consumatore vegan?

È difficile affermare che il consumatore vegan sia più sensibile rispetto agli altri in merito alla questione dell’alimentazione e del cruelty free, in quanto il veganesimo è un fenomeno ancora in fase di evoluzione.

Infatti, accanto alle mille persone che, ogni giorno, in Italia decidono di compiere questa scelta, per contro altrove si registrano delle inversioni, come ad esempio in Germania, dove il numero dei vegani si sta riducendo con il passare degli anni.

Senz’altro i vegani che hanno compiuto questo passo in modo consapevole sono molto più sensibili e hanno un approccio differente nei confronti della natura, ma non dobbiamo dimenticare che tra di loro possono esserci anche degli onnivori che hanno deciso di fare questa scelta più per dimagrire o per seguire la moda del momento che non per ragioni etiche o filosofiche.

Il karma di chi non uccide essere viventi: realtà o leggenda?

Secondo la credenza comune, il vegano sarebbe uno spirito più elevato, in quanto non uccide esseri viventi né tanto meno li include nella sua alimentazione, come nemmeno i loro derivati.

Tuttavia, stando a quanto dichiarato dagli adepti che frequentano le varie scuole induiste e buddiste moderne (molto diffuse anche in Occidente), l’astensione totale dagli alimenti di origine animale, pur facendo parte delle pratiche raccomandate per raggiungere la virtù (per gli induisti, infliggere sofferenza ingiustificata agli altri esseri viventi avrebbe delle ripercussioni negative sul lungo termine), non è imperativa per elevare il proprio karma ad uno stato superiore.

Vegan è fantasia!

Mangiare vegan, a dispetto di quello che credono ancora alcune mense, non vuol dire mangiare in bianco o alimentarsi esclusivamente di insalata o di “erba”.

Le ricette sono tutt’altro che monotone e poco condite e, a dimostrare questo fatto, sul web e sulle riviste di cucina come La Cucina Italiana o Sale&Pepe possiamo trovare numerose preparazioni veg coloratissime e che farebbero venire l’acquolina in bocca anche ad un onnivoro.

Un esempio? I super spiedini verdi, fatti con olive verdi, carote, peperoni, pomodorini cherry, funghetti champignon, foglie di basilico, tofu affumicato e seitan, la torta profumata, un dolce leggero e salutare a base di farina integrale, zucchero di canna, olio di semi, lievito madre, tè rosso, tè matcha, tisana al mirtillo, latte di soia, fecola di patate, amido di riso e succo di bergamotto e la buddha bowl, una ricca e coloratissima insalata che arriva direttamente dall’Oriente e che si presta anche per le interpretazioni vegane come quella proposta dal Cucchiaio d’Argento, in cui possiamo trovare grano saraceno, ceci, spinacini, avocado e tante spezie profumate.

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