Perchè è giusto ( o sbagliato) diventare vegani ?

Perché diventare vegani?

Si tratta di una domanda che, nel bene o nel male, prima o poi ci siamo fatti tutti, soprattutto dopo aver sentito parlare dei benefici della dieta vegana da parte di amici, conoscenti, o addirittura famigliari, o dopo aver letto degli articoli in merito a questo tema o seguito anche dei dibattiti in televisione.

In realtà ci sono molti motivi per cui, sempre più persone, stanno decidendo di diventare vegane: oltre ad un aumento della sensibilità individuale nei confronti degli animali e delle loro sofferenze, che può essere condivisa o meno, al giorno d’oggi ci si trova più confrontati rispetto che in passato con notizie di malattie legate al cibo, come il cancro al colon (che può essere provocato da un consumo eccessivo di carne rossa), le allergie ad uno o più alimenti e, da ultimo ma non meno importante, ad una società sempre più in sovrappeso.

Come si diventa vegani: perché si decide di mangiare solo vegetali?
Più difficile diventare vegetariani o vegani?
Come diventare vegani: consigli pratici per la scelta
Luoghi comuni sui vegani

C’è anche chi, come alcuni esponenti della cultura new age, sceglie di adottare questo stile di vita perché è più sensibile alle tematiche ecologiche e vuole dare un contributo in prima persona, ma si tratta di casi più rari e non così diffusi.

In linea di massima quindi, al di là dell’etica, oggi chi decide di orientarsi verso una dieta vegan lo fa per motivi di salute e anche per ridurre il rischio di contrarre patologie che, in alcuni casi, possono risultare anche mortali o ridurre l’aspettativa di vita di diversi anni.

Come si diventa vegani? Perché si decide di mangiare solo vegetali?

La scelta di diventare vegani può nascondere sia motivazioni etiche molto profonde, come ad esempio quella di seguire una dieta cruelty free, ecologica e rispettosa sia dell’ambiente sia degli animali, sia cause più velleitarie. Alcune persone, per esempio, vengono spinte ad adottare una dieta vegana a causa della famiglia, soprattutto se nella stessa sono già presenti dei vegetariani o dei vegani, oppure degli amici o dei parenti.

Oltre a ciò, alla base della scelta vegan possono esserci anche dei traumi avuti con la carne: sembra quasi fantascienza, ma si tratta di un fatto che può avvenire, soprattutto se l’adulto, da bambino, è stato costretto a mangiare la carne, anche se non gli piaceva, oppure a seguire una dieta prevalentemente carnivora e priva di verdure e fibre.

In alcune famiglie, soprattutto in quelle dove è presente un malato oppure una persona che ha contratto una patologia a causa di una dieta troppo ricca di grassi animali, può capitare che i figli o nipoti, a causa dell’associazione carne=malattia e morte, scelgano di escludere le proteine animali dalla loro alimentazione e decidano di adottare un regime vegan.
Da non dimenticare anche la notevole influenza della moda, secondo la quale fare sport e seguire una dieta povera di grassi animali sia il modo più efficace per dimagrire e per arrivare indenni all’appuntamento con la prova costume.

coloratissimo piatto vegano

Infine, e questo è un altro caso molto frequente, alcune persone decidono di diventare vegane dopo aver visto dei documentari terribili, come Earthling o Fast Food Nation, oppure dopo aver letto un manuale sulla dieta vegan e cruelty free.

Come diventare vegani: meglio un inizio lento oppure diventarlo di colpo?

Se si prende la decisione di diventare vegani, la scelta migliore è sicuramente un percorso step by step, perché se lo si diventa di colpo e senza essere passati prima dai vari “passaggi per diventare vegani”, ci sono molte più possibilità di ricadere nel piacere della carne di manzo.

Se si è già vegetariani, di per sé il cammino non è così lungo, perché in sostanza si deve soltanto eliminare il consumo di proteine animali, come latte, uova e burro, e di sostituire tutti questi derivati con alternative vegetali. Il discorso però cambia nel caso delle persone onnivore, quindi che mangiano non solo derivati animali, ma anche la carne e il pesce.
Se si è convinti fino in fondo, si può iniziare con l’adozione di un regime vegetariano o flexitariano, altrimenti si può provare anche a diventare vegani per un mese per vedere se è “sopportabile” o se, al contrario, è troppo difficile.
Da ultimo, ma non meno importante, per aiutarsi e anche per vedere quali vantaggi può portare una dieta vegana, si può anche andare sui forum per leggere le esperienze di chi lo ha già fatto e per vedere cosa ne pensa.

Vantaggi di diventare vegan: pro di esserlo

Innanzitutto una dieta vegan, al contrario di quella vegetariana e di quella onnivora, porta molti benefici per la salute: non solo previene infatti alcune malattie causate dal consumo di alimenti ricchi di colesterolo e di grassi animali, ma in più favorisce il dimagrimento, allunga l’aspettativa della propria vita, migliora la digestione e dà anche grande energia.

Inoltre le persone vegane, oltre ad essere più felici (e non solo perché non sono complici della morte degli animali), hanno anche la pelle più luminosa e priva di imperfezioni, capelli morbidi e unghie che non si spezzano. Infine, rispetto ad una decina di anni fa, gli alimenti vegan costano di meno e si possono trovare tranquillamente in tutti i supermercati, anche in quelli più piccoli, quindi l’aspirante vegano non è più obbligato a rivolgersi a dei negozi specializzati in alimentazione naturale e alternativa (dove spesso i prezzi sono molto più alti).

Aspetti negativi: contro di esserlo

Chi sceglie di diventare vegano, spesso si trova di fronte alla difficoltà di mangiare fuori al ristorante: a meno di non recarsi in un ristorante vegano o che abbia un’ampia scelta di piatti vegani oltre che vegetariani, non è raro dover chiedere al cameriere cosa ci sia in ogni singolo piatto del menù o, peggio ancora, doversi accontentare di un’insalata perché tutte le proposte includono proteine animali o i loro derivati.

Sul piano della salute invece, come riportato anche da molti nutrizionisti ed esperti dell’alimentazione, sono da segnalare carenze vitaminiche importanti, come quella della B12, fondamentale per il buon funzionamento del sistema nervoso. Nelle donne, una carenza della vitamina B12 può portare non solo ad avere una sindrome premestruale molto dolorosa, ma anche cefalee, astenia e diarrea. Se il vegano fa parte di una famiglia, o di un gruppo di amici, in cui è l’unico a seguire questo particolare tipo di regime alimentare, può anche ritrovarsi confrontato con critiche e con pareri contrari.

A volte, soprattutto nella forma più estrema del veganesimo, può svilupparsi anche un’autentica ossessione dal cibo, come anche la tendenza a controllare quello che i commensali hanno nei loro piatti, a criticare le loro scelte e a non poter stare in spazi in cui si trovano anche persone che hanno ucciso animali. Dall’altra parte invece, questo soprattutto nel caso di persone che sono diventate vegane per moda e non sono convinte fino in fondo della loro scelta, possono verificarsi anche casi in cui, prima di impazzire, si torna a mangiare carne e derivati animali.

Un’altra difficoltà a cui vanno incontro i vegani è quando sono invitati fuori a cena, magari in casa di persone che non conoscono: può capitare infatti che, chi cucina, non sa che sono vegani, con il rischio che poi si crea notevole imbarazzo quando ciò viene scoperto (soprattutto se il vegano, per non rimanere a pancia vuota, deve accontentarsi di un’insalata o, se non c’è, di un frutto o uscire a prendere qualcosa per sé).

C’è anche da dire che il veganesimo, sebbene sia una scelta che si fonda su dei principi condivisibili, in sé non risolve la causa animale, quindi chi lo segue, pratica un idealismo fallimentare in partenza, visto che fino a quando ci saranno persone che mangiano carne o industrie che fondano i loro imperi sulle pellicce e sull’uso di altri tipi di pellame, si continueranno ad uccidere animali.

Rinunciare poi alla carne alla brace e impiegare ore per arrostire delle tristi melanzane può essere anche molto deprimente, come pure mangiare dei dolci senza burro (che sono tremendi, in quanto sono insapori) o una focaccia senza strutto (che oltretutto la si trova in vendita molto raramente nelle panetterie).

I menù fissi, soprattutto quelli all you can eat, difficilmente includono cibi vegan, pertanto chi deve pranzare fuori per lavoro o per studio, spesso deve portarsi qualcosa da casa oppure spendere delle cifre astronomiche per mangiare e/o “soddisfare il suo credo”.
Per tutte queste ragioni, oltre che per altre che non abbiamo elencato, alcune persone decidono, anche dopo anni, di non essere più vegan oppure di virare verso una dieta vegetariana, più facile da seguire.

Dieta tipica di chi sposa la causa vegan

Al contrario di quello che si pensa, la dieta vegana è molto varia e colorata e mette di buon umore.

Tra le sue preparazioni, soprattutto negli ultimi anni, possiamo trovare le Buddha Bowl, delle ciotole composte da cereali integrali, legumi, verdura cotta, verdura cruda, semi oleosi, frutta secca e tahina o vinaigrette, alcuni piatti tipici della cucina indiana e che vengono preparati anche dagli Hare Khrishna o piatti più semplici come le insalatone, l’hummus di ceci, il babaganoush (una crema di melanzane tipica della cucina medio orientale) o l’insalata di quinoa.

Il latte viene sostituito da alternative vegetali, come il latte di mandorle o il latte di cocco, mentre al posto del burro si usa per cucinare l’olio extravergine d’oliva. Per quanto riguarda il formaggio, dieci anni fa l’unica alternativa era rappresentata dal tofu (che peraltro bisogna condire e cucinare, visto che altrimenti non ha sapore), ma da un paio di anni nei supermercati più forniti hanno iniziato ad apparire anche i formaggi e i salumi vegan.

Più difficile diventare vegetariani o vegani?

È più difficile diventare vegani, perché i vegetariani, anche se non mangiano carne o pesce, ammettono nella loro dieta il formaggio, il latte e le uova, mentre i vegani no.

Diventare vegani: qual è il passo più difficile?

Il passo più difficile è diventare vegano crudista: in questo caso, oltre a seguire un regime vegano molto stretto, si devono consumare soltanto alimenti crudi o che sono fermentati, germogliati o disidratati ad una temperatura non superiore ai 42 gradi.

Si tratta di un passaggio che non viene scelto da tutti i vegani e, in genere, lo si diventa dopo parecchi anni, ma non nell’immediato, dato che il crudismo si basa su dei principi ancora più ristrettivi di quelli del veganesimo.

Come diventare vegani: consigli pratici per la scelta

Innanzitutto, prima di decidere di diventare vegani, è fondamentale capire che si tratta di una scelta a 360 gradi, che prevede non solo l’eliminazione delle proteine animali dalla propria dieta, ma anche l’uso di detersivi e di cosmetici non testati sugli animali, come anche di capi di abbigliamento non insanguinati.

Inoltre, anche se come abbiamo già visto il veganesimo non risolve il problema della crudeltà sugli animali, ogni persona vegana significa in media quasi 1500 animali salvati.

Come iniziare?

Il primo passo è sicuramente quello di non mangiare più animali, quindi di eliminare il pesce e la carne dal proprio menù. In seguito, dopo qualche settimana e dopo averci fatto l’abitudine, si potrà procedere con l’eliminazione del latte e delle uova. Con ciò intendiamo che, oltre a non consumarli a tavola, non si dovranno acquistare prodotti che li contengano.

Se si amano i cibi esotici e un po’ insoliti, si possono integrare nella propria alimentazione dei prodotti che qui si trovano nei ristoranti etnici, ma che per i popoli orientali sono normali, come il tofu, il tempeh, il seitan e il tahin.

Se invece si preferiscono i piatti della tradizione, alcuni alimenti, come i cereali integrali, i legumi, la frutta e la verdura sono già di per sé vegani, quindi possono essere usati per preparare minestre, insalate, puree, creme spalmabili, contorni, piatti unici e altro ancora.

Per quanto riguarda i vestiti, i vegani doc evitano quelli fatti con la lana, la pelle, la seta, gli inserti di pelliccia e i piumini, mentre prediligono le stoffe fatte a partire da fibre naturali o sintetiche, come la canapa, la viscosa e il rayon.

Luoghi comuni sui vegani

1.Meglio del PD che vegano

Si tratta di un luogo comune nato negli ultimi anni, ma dove c’è un’associazione vecchia come il mondo: la politica con qualcosa di sgradito o che non si conosce (come il veganesimo). Poco diffuso nel parlato quotidiano, lo si trova soprattutto sui social network.

2.Vegani? Mangiano soltanto insalata!

Non è assolutamente vero, perché nella dieta dei vegani, oltre alle insalate, possiamo trovare le già citate Buddha Bowl, le minestre, la pizza vegan, i contorni, le verdure ripiene con altre verdure o con pangrattato e altre preparazioni più complesse.

3.Contraddizione di essere vegan e avere l’i-Phone

Al giorno d’oggi l’i-Phone è entrato a far parte della vita di tutti, inoltre esistono anche moltissime app dedicate ai vegani. In questo caso quindi, a meno di non volersi ritirare nella foresta a vivere come un eremita, si tratta di un “male necessario” per poter vivere (e in alcuni casi svolgere anche il proprio lavoro) e vivere con gli altri.

4.È vero che i bambini vegani hanno tutti l’osteoporosi?

No, non è affatto vero, anzi, al contrario: la dieta vegana, oltre a prevenire molte malattie, protegge anche dal rischio di avere l’osteoporosi.

Conclusione

La scelta vegan non è una scelta per tutti né tanto meno facile, perché occorre prestare attenzione non solo a quello che si mangia, ma anche a quello che si indossa o che si sceglie per arredare la propria casa. Per questo motivo molti vegani, e non è un fatto raro, oltre a controllare in modo costante quello che portano sulla loro tavola, passano molto tempo a leggere le etichette per vedere se in questo o quell’altro prodotto ci sono elementi di origine animale.

A meno di non essere convinti fino in fondo, è più facile quindi essere degli onnivori selettivi, ad esempio scegliendo solo carni non rosse e non trattate, possibilmente provenienti da allevamenti biologici o acquistati presso i piccoli negozi delle fattorie, e latticini a chilometro zero o bio.

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