La piramide alimentare regionale
Piramide Alimentare Toscana
Le informazioni sulla dieta mediterranea

Le piramidi alimentari in Italia sono più di una?

La domanda appare assolutamente giustificata considerato come, il grande assortimento di cucine differenti, potrebbero far pensare che ogni regione possa avere una piramide degli alimenti differente dalle altre. Come nessuno chef dotato di sale in zucca non si permetterebbe mai di accostare le specialità culinarie della Toscana con quelle della Sicilia, così si potrebbe pensare che, data la grande differenza tra le ricette di questi 2 territori, anche i suggerimenti sulla migliore base alimentare da seguire potrebbero essere un po’ diversi. Si prospetta quindi la possibilità e su questo aspetto concordano molti nutrizionisti e dietologi, che non esista un unica piramide alimentare italiana. Secondo le intenzioni di chi ha coniato questa definizione all’inizio degli anni’90, ovvero il dipartimento americano per l’Agricoltura, l’indicazione della scala alimentare nazionale da seguire, dovrebbe tener conto anche delle specificità locali, in quanto non sempre in determinati territori (pensiamo a chi vive sui ghiacci o chi vive circondato dal mare) è possibile reperire ogni tipologia di cibo che si desidera. Sotto questa accezione, fattori come la presenza di quelle pietanze nella propria area geografica, la mancanza di determinati enzimi nei soggetti, favoriti da ragioni ambientali e legati all’adattamento in quella zona, possono mutare in parte l’aspetto della piramide alimentare settimanale italiana, così come siamo abituati ad immaginarla.

Le ragioni delle regioni

Il gioco di parole, anche se potrebbe creare un po’ di disagio a livello linguistico, in realtà esplicita molto bene il concetto. Diversificare le piramidi alimentari in Italia, su base regionale, potrebbe costituire la soluzione giusta, di fronte all’impossibilità di accostare sotto un unico canovaccio, la volontà di sapere cosa è più giusto mangiare di un cittadino del nord Italia, che vive sulle Alpi, a confine con la Svizzera, e quella un pescatore calabrese, che vive sulla splendida isola di Vulcano. Con un Europa che ci chiede di essere sempre più uniti, pur rispettando le differenze territoriali interne agli stessi stati, la possibilità di offrire delle piramidi nutrizionali distinte, a seconda del contesto locale di appartenenza, può rivelarsi molto utile. Da un lato sul piano turistico, vista la buona pubblicità che il settore food può fare all’intero territorio italiano, richiamando persone da tutto il mondo, alla ricerca di cibi DOC e le specialità delle cucine regionali, dall’altro sul piano della salute, visto che un interesse maggiore verso il mangiare sano si traduce inevitabilmente in un minor impatto sulle spese sanitarie nazionali, negli anni futuri. Da qualche anno si è cominciato così a parlare di piramide alimentare toscana e considerata l’attenzione e il peso dato all’argomento dall’agenzia regionale della sanità Toscana, c’è da giurare che tantissime altre regioni possano seguire questo esempio.

La piramide alimentare toscana

bistecca-alla-fiorentinaSi tratta di un progetto nutrizionale estremamente importante, ricordato con l’acronimo di PAT, creato nella convinzione che stare bene a tavola, significa sentirsi meglio nella vita. Troppe volte però quello che il nostro cervello percepisce come gustoso e buono, in realtà è percepito come mediocre, se non proprio “velenoso”, dal nostro intestino. Questo vale ancora di più nella culla del Rinascimento italiano dove, il consumo eccessivo di carne rossa potrebbe offuscare l’immagine di una tra le realtà culinarie più apprezzate del palcoscenico italiano. La bisteccona fiorentina fa male? I fegatini delle locande toscane sono più buone che salutari? L’ARS toscana, nella presentazione di questa iniziativa vorrebbe definitivamente mettere in chiaro gli intenti di una piramide alimentare italiana, basata sull’alimentazione mediterranea, ma che tenga conto delle unicità delle ricette toscane e delle specialità enogastronomiche del terrirorio che ha offerto i natali a Dante. La piramide dell’alimentazione toscana è una rappresentazione grafica per comprendere in maniera immediata cosa è meglio mangiare, indipendentemente dal tempo a disposizione o del costo di vendita del prodotto tra i banchi del supermercato. Anche la frequenza di assunzione di alcuni cibi, come della focaccia con la cecìna o la ribollita, presenza tipica nei menù toscani, può avere ripercussioni più o meno dirette sul nostro stato di salute. La PAT ci insegna a capire, attraverso direttive illustrate molto esemplificative che, cibarsi di Salsiccia da serbo e Finocchiona 4 volte a settimana, non può che portare ad intossicare il nostro intestino e metterlo nelle condizioni ideali di aver bisogno di un ottimo centro d’idrocolonterapia per recuperare l’armonia e il benessere. La posizione assunta da un cibo all’interno della piramide della salute Toscana, spiegherà quante volte sarà opportuno ingerire quell’alimento. Più il prodotto si troverà verso le parti basse del triangolo, maggiori saranno le occasioni per mangiarlo più frequentemente. Al contrario, qualora l’alimento dovesse trovarsi nelle posizioni più alte della piramide, si dovrà consumarlo con più attenzione e certamente più di rado. Per offrire un’informazione di massima, possiamo ricordare che l’amata bisteccona fiorentina, non potrà essere mangiata più di una volta al mese e che i salumi toscani, tanto apprezzati dai buongustai, non potranno deliziare i nostri palati quotidianamente, ma avere più rispetto per il nostro colon ed essere centellinati nella settimana. Perchè la piramide alimentare ufficiale ha questa forma dipende proprio dal fatto che visivamente diviene facile da consultare da chiunque. Sarà sufficiente un piccolo sguardo per capire quali cibi mangiare più spesso e su quali essere più selettivi, considerato, come dovremmo ripeterci più spesso, che non rappresentano tutti, indistintamente, un toccasana, per il nostro apparato digerente.
La Toscana vuole essere pioniera di un modo di insegnare come nutrire bene l’organismo, a seconda delle tradizioni alimentari del luogo in cui si vive. Non esiste un’unica piramide alimentare mondiale infatti, lo afferma la stessa oms, ma un unico modo di voler bene a sé stessi, scegliendo cibi salutari, dalle proprietà eccellenti. L’esistenza di una piramide alimentare americana, francese o tedesca, suggerisce come lo stesso tipo di differenze, specie in Paesi con modi di cucinare così distinti, come il nostro, può avvenire anche tra regioni, come Toscana, Puglia o Sicilia, ma anche tante altre. Perchè accontentarsi ed affermare come è buona la cucina Toscana, quando potremmo dire:

quanto fa bene la cucina in Toscana?

Grazie alla collaborazione di importanti scienziati è stato possibile definire quelle che sono le caratteristiche organolettiche degli ingredienti utilizzati per produrre cibi e quindi posizionare una pietanza più o meno in basso nella piramide, onde mettere i cittadini toscani nella condizione di poter scegliere per i propri figli e figlie, quello che la ricerca ha definito come genuino, indipendentemente dall’uso di pesticidi in fase di produzione o del numero di stelle del ristorante in cui si mangerà quel prodotto.

Informazioni sulla dieta mediterranea

Il nostro portale, ma più in generale su internet, è possibile trovare moltissime informazioni e dati su quanto faccia bene mangiare cibi del mediterraneo. Questo però non può rappresentare una norma rigida, visto che i popoli del sud america o gli abitanti dell’estrema Asia non debbono dannarsi la vita pur di reperire i prodotti provenienti dall’area geografica di nostra appartenenza. Predicare la correttezza di acquistare cibi freschi e vicini dal luogo di residenza e costringere il Mondo intero ad acquistare alimenti dall’altro capo del pianeta non sarebbe ne giusto ne intelligente. Per questo si riconosce anche l’esistenza di altri schemi, come nel caso della piramide alimentare americana.Impariamo quindi a non perdere di mira che il focus non è la geografia alimentare, ma la salute intestinale della popolazione della Terra. Ci auguriamo che anziché parlare di piramide alimentare italiana, si cominci a parlare di piramidi alimentari con carattere regionale, come accade in Toscana, perchè sarà il segnale che la cultura verso il buon cibo che ci fa stare bene, abbia reso consapevole una fascia di popolazione sempre maggiore. Come fare uno schema nutrizionale equilibrato è un compito nostro, ancor prima di nutrizionisti e tuttologi da tastiera. Così come sapere chi ha inventato la piramide dei migliori alimenti da mangiare non serve a nulla se non impariamo a come la nutrigenomica può offrire la chiave giusta per interpretare dei segnali del nostro corpo e capire che è arrivato il momento per cambiare radicalmente il nostro modo di nutrirci, rendendolo paradossalmente più semplice e meno “di sintesi”.