Mangiare frutta nella piramide alimentare

Quante volte entrando in supermercato hai notato colorate piramidi di frutta formate da tante cassette e hai avuto voglia di comprare quasi tutto? Probabilmente tante, infatti, la frutta con i suoi invitanti colori attira lo sguardo e aumenta la voglia di mangiarla. Però, senza sapere nulla sulle proprietà dei frutti e poco sul loro apporto vitaminico, siamo sisuri di essere certi su quale tipo comprare?

La frutta nella piramide alimentare

La nota rappresentazione piramidale dei cibi, ovvero l’ideale dieta da seguire per crescere sani e in maniera equilibrata, si basa sulla considerazione che una parte rilevante di quello che mangiamo quotidianamente, dovrebbe essere riservata proprio alla frutta e alla verdura. In particolare, la piramide dei frutti indica che quotidianamente dovrebbero essere assunte 1-2 porzioni di frutta e almeno due pasti a base di verdura.
Sempre la stessa rappresentazione grafica, elaborazione del pensiero di un team di prestigiosi nutrizionisti, giustifica l’utilità di assumere una volta al giorno qualche frutto secco, magari a colazione, in modo tale da offrire all’organismo energia, sotto forma di zuccheri facilmente smaltibili.

Ma torniamo sulla questione più spinosa, specie se parliamo di fichi d’India..

fichi d india colorati

quale frutta sarebbe corretto mangiare?

La frutta è tutta ricca di proprietà nutrizionali, ragion per cui fa bene alla salute e si può tranquillamente consumare tutta, perchè molto facile da digerire.
Esistono soltanto alcuni casi di frutti cattivi (e non alludiamo alla mela di Eva..), casi molto particolari che considereremo in seguito.
La base alimentare italiana consiglia di mangiare frutta di stagione perché è la più ricca di nutrienti e di variare nel colore, nell’arco della settimana.

Sembrerà un consiglio per bambini, ma è assolutamente valido per i consumatori di tutte le età.
In effetti, in base alla tonalità cromatica di ogni frutto, si possono stabilire i sali minerali e le vitamine di cui sono dotati questi deliziosi prodotti alimentari nettarini. Variando i colori dei frutti, anche senza essere mai stati da uno specialista di alimentazione corretta, si riuscirà ad ottenere la giusta proporzione di frutta e infine un’alimentazione equilibrata, perchè ricca di tutte le sostanze nutrizionali necessarie.
La frutta, in virtù dei suoi colori e del ruolo all’interno della dieta mediterranea, viene spesso utilizzata all’interno delle masserie didattiche per la creazione di esperienze sensoriali. Si tratta di situazioni molto piacevoli in cui i bambini vengono avvicinati alla natura, mediante esperienze olfattive e cromatiche in cui banane, mele e frutti rossi diventano assoluti protagonisti.

Piramide di frutta per diabetici o per chi soffre di disturbi particolari

In alcuni casi la piramide alimentare della frutta può essere più selettiva: alcune patologie, come il diabete possono sconsigliare il consumo di frutti particolarmente zuccherini. Tra i frutti con un basso indice glicemico vi sono le mele, ma anche i frutti molti ricchi di acqua e che quindi hanno una minore concentrazione di zuccheri, come il cocomero.
Sono considerati dei veri e propri frutti per diabetici.

A coloro i quali soffrono di questo problema di concentrazione di glucosio nel sangue, è consigliato di mangiare gli agrumi, come arance, limoni, ma anche i più aspri pompelmi, che spesso non godono di molta considerazione, a causa di questo sapore particolarmente amaro.
Eppure spesso ci si  chiede quale frutta può mangiare un diabetico, immaginando che possano essere davvero poche le concessioni alimentari.
Da evitare come la peste invece per chi sa di soffrire di diabete, di conservare nel cestello della frutta: fichi, cachi, banane, uva e la frutta secca. Quest’ultima, e in particolare noci e noccioline, è invece consigliata in caso di colesterolo alto in quanto aumenta i livelli di colesterolo buono nel sangue e contrasta il colesterolo cattivo, contribuendo alla salute dell’apparato cardiocircolatorio.
In ogni dieta anti colesterolo non dovrebbe mai mancare l’apporto di questo tradizionale frutto secco, che invece siamo soliti consumare soltanto nel periodo natalizio.

Se, invece, si soffre di gonfiori addominali è consigliato preferire melone, ricco di potassio e utile anche in caso di crampi muscolari, arancia, ricca di vitamina C, ananas, nota per le proprietà diuretiche, kiwi, lamponi, ottimi per la vista e per la micro-circolazione, mirtilli, uva, limone e ancora una volta i pompelmi.

tutti i frutti

La piramide della frutta per i più piccoli

Per i più piccoli, che hanno il sistema immunitario messo a dura prova dal frequentare scuole e luoghi affollati, è molto importante l’apporto di vitamine, ecco perché devono avere una piramide alimentare ricca di mandarini, e agrumi in genere, ma all’interno della quale dovranno esserci anche le banane, preferite dal grande pubblico perché non aspre e saporite, alla stregua del melone, sempre molto apprezzato a tavola, da grandi e piccini.
Per variare l’apporto di frutta, il consiglio è quello di inserire nella piramide nutrizionale anche quella di origine tropicale. Molti dei frutti appartenenti a questa categoria ormai fanno parte dell’abitudine degli italiani, come appunto le banane, ricche di potassio e l’ananas che ha potere diuretico. Altra frutta fresca, proveniente da latitudini tropicali, si stanno invece facendo strada a poco a poco tra gli intestini degli italiani.

Il mango, ad esempio, è ricco di vitamina A, utile per la vista, di vitamina C, calcio, ha proprietà antibiotiche, è lassativo e diuretico ed è consigliato ai soggetti stitici. L’avocado è una vera e propria riserva di vitamine, infatti, contiene vitamina A, vitamine del gruppo B, in particolare B1 (antinevritica) e B2 che favorisce la crescita, vitamine D, E, K, H, PP. Tali proprietà lo rendono particolarmente adatto ai bambini. La papaia, infine, è ricca di vitamina C, A e facilita la digestione grazie alla presenza della papaina.
Il problema di questo tipo di frutti è legato al trasporto. Provenendo da Paesi molto lontani vengono spesso raccolti piuttosto acerbi, in modo tale da maturare forzatamente durante il trasporto. Questo procedimento è innaturale e determina un impoverimento dal punto di vista nutrivo del frutto esotico, fatto che preclude il loro inserimento nella nostra piramide alimentare quotidiana.

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