Frutte e verdure, il boom del paniere Istat 2017

L’Istat (Istituto Nazionale di Statistica) è un ente pubblico che si occupa di rilevare dati e di effettuare indagini in vari settori, tra cui quello dell’alimentazione e dell’agricoltura.

Grazie alle sue ricerche, soprattutto quelle eseguite in campo alimentare, siamo in grado di capire cos’è cambiato in Italia nel corso degli anni e anche quali nuovi cibi sono entrati nella dieta degli italiani.
Cos’è il paniere Istat?
I nuovi prodotti secondo l’Istat
Differenza tra zuccheri buoni e zuccheri cattivi
Verdure senza fibre: sì o no?

Come dice una famosa citazione, Noi siamo quello che mangiamo, pertanto se nel paniere Istat entrano anche la frutta e i vegetali, ciò significa che la coscienza ambientale è aumentata anche in Italia, che solo fino a qualche anno fa era ancora un po’ indietro rispetto ad altre nazioni “verdi”, come ad esempio la Germania.

Cos’è il paniere Istat?

Il paniere Istat è uno strumento che è stato creato da questo ente per misurare le variazioni dei prezzi dei beni e dei servizi di consumo. Questo indice dei prezzi al consumo, che misura anche l’inflazione, serve anche a determinare e a rappresentare i prodotti o i servizi acquistati dalle famiglie in un determinato anno.

Nel paniere dei beni possiamo trovare gli alimenti di base, come la pasta, il riso, la verdura, il pane, eccetera, il vestiario, gli accessori tecnologici come gli smartphone, i tablet e i televisori, mentre nel paniere dei servizi troviamo invece l’affitto, i servizi per la riparazione e per la manutenzione della casa, i medicinali, i mobili, le assicurazioni, la benzina, i trasporti, le spese per l’istruzione e così via.

Dato che sarebbe troppo lungo analizzare il contenuto di tutti i tre panieri, per la nostra ricerca, e anche perché stiamo pur sempre parlando di alimentazione, noi ci concentreremo soprattutto sul paniere alimentare Istat 2017.

I nuovi prodotti secondo l’Istat

Nel paniere 2017, secondo quanto riportato dall’Istat, sono entrati dodici nuovi prodotti: i preparati di carne da cuocere, i preparati vegani o vegetariani, i centrifugati di frutta e di verdura (acquistati soprattutto al bar), la birra artigianale, gli smartwatch, tutti i dispositivi da polso per attività sportive, le sound bar, l’action camera, le cartucce a getto di inchiostro, le asciugatrici, le centrifughe e i servizi assicurativi connessi alla casa.

Per quanto riguarda le grandi assenti, escono dal paniere le videocamere tradizionali, sostituite dall’action camera nonché dalle videocamere che ormai sono presenti su qualsiasi smartphone.

È un buon paniere?

Sì, nel complesso si tratta di un buon paniere a livello alimentare, perché sono entrati molti prodotti vegani e vegetariani, quindi non composti da carne o dai suoi derivati, i centrifugati di frutta e di verdura, che vengono preferiti sia per il gusto sia per la loro leggerezza, e la birra artigianale.

Quest’ultima presenza è particolarmente importante, perché sta a significare che, rispetto al passato, le famiglie e le persone singole stanno prestando molta più attenzione anche alle piccole realtà artigianali e non solo alla grande distribuzione.

È anche un paniere molto equilibrato, in quanto rispetto al passato, la frutta (soprattutto gli agrumi) e la verdura sono molto presenti, come anche i succhi di frutta e di verdura.

Inoltre, un altro fattore che si nota, è che rispetto a qualche anno fa è diminuito il consumo di fritti e di piatti pronti.

Calorie del nuovo paniere

Rispetto agli altri panieri, anche se non ci sono dei dati precisi, le calorie del paniere Istat 2017, come anche quelle del 2018 (dove, per la prima volta, ha fatto la sua entrata in scena l’avocado), sono molto di meno.

Ciò è dovuto ad una grande presenza di frutte e verdure, nonché dei preparati vegani e vegetariani (per contro la pasta, come il riso e le patatine fritte, sono in netta diminuzione), che in futuro neanche troppo lontano potrebbe non solo portare gli italiani a diventare più magri, ma anche a ridurre in modo drastico il problema dell’obesità infantile, soprattutto nelle zone del Centro e del Sud Italia.

frutte e verdure

C’è anche da dire che, proprio in queste zone, tra il 2016 e il 2017 si è investito molto sui progetti di educazione alimentare fatti dalle masserie didattiche, delle imprese agricole che, attraverso delle attività rivolte ai bambini dell’asilo e delle scuole elementari, nonché ai ragazzi delle scuole medie e dei licei, permettono di vedere come si svolge la produzione dei vari alimenti.

Non solo: grazie alle masserie didattiche, i ragazzi italiani hanno anche iniziato a capire come vivere un rapporto più sano con l’ambiente e anche come possono influire i vari principi nutritivi, come i carboidrati, i grassi, le proteine e così via, sulle funzioni del nostro corpo.

Questo aumento della sensibilità, come anche della conoscenza a livello alimentare e delle tradizioni del territorio, in parte spiega perché le frutte e verdure sono più presenti nel paniere Istat 2017, mentre i prodotti grassi e fritti, al contrario, hanno iniziato a scendere in modo vertiginoso.

Frutta con la “E” presente nel paniere

Una domanda che fa scervellare spesso gli appassionati di cose, nomi e città, un gioco che era molto popolare nelle scuole elementari degli anni Novanta e che adesso si trova anche in una versione online su Facebook, è la frutta con la lettera “E”.

Purtroppo per loro, nel paniere Istat 2017, non sono presenti frutte e verdure che iniziano con la lettera “E”.

Frutto con la lettera “I”

Nel paniere Istat 2017 non sono presenti neanche frutti che cominciano con la lettera “I”.

Per quanto riguarda invece le verdure, abbiamo diverse tipologie di insalate, come la lattuga romana e la scarola.

Le frutte di stagione sono presenti?

Sì, le frutte di stagione sono presenti.

Per quanto concerne il ciclo delle stagioni, non possiamo affermare con sicurezza che le frutte e verdure siano state acquistate durante il periodo giusto o che la sensibilità dei consumatori sia aumentata, ma una cosa che salta all’occhio, oltre all’entrata in scena dei preparati vegani e vegetariani, è l’aumento significativo del consumo di agrumi.

Perché è meglio prediligere la frutta di stagione?

Al di là del rispetto della filosofia slow food, del chilometro zero e della piramide alimentare etica, tutte scelte peraltro condivisibili, optare per la frutta di stagione è importante, in quanto non solo abbiamo la sicurezza di portare sulla nostra tavola dei prodotti di qualità e che non hanno dovuto subire “troppe ore di aereo o di nave”, ma in più ci proteggiamo dal rischio di ingerire pericolosi pesticidi, ormoni e altre sostanze che in Italia sono vietate e che possono essere dannose per l’organismo umano.

Frutte di stagione: ad ogni mese le sue

La bellezza della natura sta anche in questo: ogni stagione ha il proprio frutto da offrire, che non solo è adatto per quel periodo, ma è anche un prezioso concentrato di vitamine, zuccheri e altre proprietà che, oltre che in campo alimentare, possono essere sfruttate per combattere ad esempio il freddo (non per nulla durante l’inverno, quando le temperature si abbassano, gli specialisti consigliano di aumentare il consumo di agrumi) e per contribuire a mantenere il benessere generale del corpo.

  • Gennaio, febbraio e marzo: arance, kiwi, mandarini e mandaranci.
  • Aprile: kiwi, fragole, nespole e arance
  • Maggio: albicocche, arance, ciliegie, fragole, nespole e kiwi
  • Giugno: albicocche, ciliegie, fragole, pesche, ribes, susine, nespole e mirtilli
  • Luglio: albicocche, anguria, ciliegie, fichi, fragole, melone, pesche, ribes, susine, more, lamponi e mirtilli
  • Agosto: anguria, fichi, melone, pesche, ribes, susine, uva, more, lamponi e mirtilli
  • Settembre: fichi, pesche, ribes, susine, uva e mirtilli
  • Ottobre: cachi, castagne, uva
  • Novembre: arance, kiwi, cachi, castagne, mandaranci e mandarini
  • Dicembre: arance, kiwi, mandaranci, mandarini
  • Tutto l’anno: mele, pere, banane

pomodori estivi

Frutta: calorica o magra?

Chiariamo subito una cosa: tutta la frutta è sana e, mangiandola tutti i giorni, non solo ci si ritrova pieni di energia, ma si possono perdere anche i chili di troppo.

Per quanto riguarda le frutte migliori per dimagrire, possiamo trovare le mele (non per nulla una mela al giorno toglie il medico di torno), le pere, i kiwi e i mandarini.

Il frutto che contiene in assoluto meno calorie (appena 15 kilocalorie per 100 grammi!), che è molto amato durante l’estate visto che è una preziosa fonte di liquidi, è l’anguria.

Quello che invece ne contiene di più, anche se non tutti sono concordi sul fatto di considerarlo un frutto, è l’avocado (232 kilocalorie per 100 grammi!).

Non per nulla è anche noto con il nome di burro vegetale.

Differenza tra zuccheri buoni e zuccheri cattivi

Gli zuccheri buoni sono quelli che possiamo trovare ad esempio nella frutta, come il fruttosio, poi abbiamo anche il miele, lo zucchero di canna, lo sciroppo d’acero, quello di agave e il maltimolo. Questi zuccheri, a differenza dei loro colleghi “cattivi”, oltre ad essere delle preziosi fonti di energia per il corpo, non sono stati sottoposti ad un processo di raffinazione e si trovano (o vengono prodotti, come nel caso del miele) naturalmente.

Per quanto riguarda gli zuccheri “cattivi”, essi sono chiamati così in quanto derivano sempre da un processo di raffinazione più o meno intenso.

Il più pericoloso è senza dubbio lo zucchero bianco, meglio conosciuto come saccarosio, che oltre a creare dipendenza, altera la flora batterica, influenza in modo negativo il sistema immunitario e, da ultimo ma non meno importante, provoca la cellulite nelle donne.

Segue a ruota lo sciroppo di glucosio, molto utilizzato sia in pasticceria sia nella preparazione delle merendine preconfezionate. Questo zucchero ha un elevato potere energetico, ma il suo utilizzo prolungato nel tempo può provocare obesità.

Chiude la top ten l’aspartame, che viene utilizzato soprattutto nella produzione della saccarina. Anche se alcune persone lo definiscono a torto uno “zucchero magro e più salutare”, in realtà secondo quanto evidenziato da una ricerca italo-americana sarebbe il principale responsabile della comparsa di vari tipi di tumore.

I cibi meno calorici in generale del paniere 2017

Tra i cibi meno calorici del paniere del 2017 troviamo le verdure, la frutta, i succhi di frutta e di verdura, i legumi, i preparati vegani e vegetariani, le carni bianche e i pesci considerati magri.

Quali sono gli ortaggi più apprezzati del paniere dei cibi 2017

Verdure di stagione di dicembre: rientrano?

Sì, anche se in misura nettamente minore rispetto ai vari tipi di insalata, ai pomodori e alle melanza, nel paniera Istat 2017 possiamo trovare anche le verdure del mese di dicembre, come i cavoli e i cavoli verza.

Queste verdure, come anche i funghi, spesso non vengono gradite dai bambini perché, al di là del cattivo odore che spesso sprigionano durante la cottura, la maggior parte delle volte hanno un aspetto “triste” e decisamente poco appetitoso per i più piccoli.

Per quanto riguarda i funghi, molti bambini non li apprezzano in quanto danno la sensazione di essere “scivolosi e strani”.

Per ovviare al problema, la cosa migliore da fare in questi casi è quella di proporre queste verdure, come le altre, sotto forma di passati di verdura: oltre ad essere più gradite, queste preparazioni sono anche più facili da digerire per l’intestino del bambino (e il tutto senza correre il rischio di fargli venire dei brutti mal di pancia).

Verdure senza fibre: sì o no?

Per i bambini, non c’è neanche da chiederlo: meglio prediligere per le verdure non troppo fibrose e amare, come le carote, le zucchine, la zucca e i piselli, di modo da non infastidire troppo il loro intestino (che, lo ricordiamo, nei più piccoli deve ancora svilupparsi ed è più delicato).

Per quanto riguarda gli adulti, le verdure senza fibre possono essere un valido aiuto per contrastare l’azione della colite, della sindrome dell’intestino irritabile e di altre patologie dell’apparato digerente.

Infine, oltre ad essere consigliate da molti dietologi (soprattutto dopo che in Italia c’è stato un aumento visibile dei casi di colite), le verdure senza fibre sono anche indicate per quelle persone che sono alla ricerca di un programma intensivo personalizzato.

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