Cambiamenti alimentari: il cibo povero vs il cibo dei poveri

Ad oggi, il cibo viene visto come una consolazione piuttosto che una necessità. I nostri nonni e bisnonni, ad esempio, hanno resistito a carestie e guerre grazie a certi alimenti che ora sono considerati poveri. Un esempio lampante sono le cipolle: nonostante l’odore sia sgradevole, è facile da coltivare e ha potenti proprietà antinfiammatorie.

Altri cibi poveri di sostentamento sono le patate, anche esse facili da coltivare e ricche di amido. E ancora i cachi, riserva naturale di zuccheri perché i suoi frutti hanno quel sapore zuccherino fino all’eccesso. Una piccola curiosità: l’albero dei cachi viene chiamato Albero dalle Sette Virtù in quanto fa molta ombra, la sua legna è buona per ardere, le foglie cadute sono un ottimo concime e le foglie vive hanno dei fantastici colori, non viene attaccato dai parassiti, è un riparo sicuro per gli uccelli che nidificano ed è uno degli alberi da frutto più longevi e produttivi. Si capisce il motivo per cui, specie nel Nord Italia, si trovano ancora queste piante nei pressi delle abitazioni antiche.

Cibo povero, abitudini occidentali

È scontato affermarlo, però a livello mondiale non esiste una distribuzione equa dei generi alimentari. Le nazioni povere consumano alimenti differenti dall’Occidente ricco e pieno di fast food aperti a tutte le ore. In Africa, ad esempio, si tende a cucinare un piatto unico a base di carboidrati e proteine e tante spezie per coprire sapore e odore alterato, in quanto non sempre in Congo, in Zimbabwe e in Liberia e può esserci a disposizione un frigorifero o un congelatore per la corretta conservazione del cibo o alimenti di qualità.

Il cibo africano è spesso composto da polenta di manioca o riso, verdure, carne o pesce compongono questa pietanza, ma spesso le proteine sono sostituite da insetti. Si prediligono formiche, larve e vermi giganti africani. Del resto, non è raro che nei paesi sottosviluppati ci sia cibo povero e apparentemente disgustoso, però ricco di sostanze nutritive e di proteine. Tornando in Europa, la nazione più povera risulta la Moldavia. La cucina moldava non è certo sofisticata, però si possono trovare piatti a base di verdure, agnello o altra carne, fagioli o riso. Il tutto condito dall’immancabile aglio. In Occidente, invece, si può ingurgitare di tutto, tanto che la definizione di alimento povero sta a indicare un alimento genuino e privo di grassi e di sostanze nocive.

uomo povero senza denti

Cibo povero o genuino?

In questi anni c’è stato un vero e proprio boom del settore alimentare bio. Il cibo biologico e fresco viene preferito a quello confezionato. Si prediligono i pomodori freschi per un sugo fatto in casa, piuttosto che acquistare lo stesso prodotto in barattolo pieno di zuccheri e altri conservanti.

Altra attenzione rivolta agli alimenti è il seguire particolarmente un regime alimentare che comprende cibo povero di sodio, ovvero i vegetali. In realtà, anche il burro contiene sodio, così come il condimento della margarina. La cosiddetta dieta iposodica serve pe combattere la ritenzione idrica e in caso di patologie alla tiroide. La sostanza, il sodio, ha la funzione di regolare i fluidi e i nutrimenti dentro e fuori le cellule. La riserva di sodio fa sì che l’organismo regoli il PH del sangue in caso di necessità.

Il sale è sicuramente la fonte principale di sodio nella dieta, mentre carne, pesce, uova e latte è considerato cibo povero di sodio. Anche la frutta e gli ortaggi sono poveri di questa sostanza, però ricchi di un elemento chiamato potassio. Questa sostanza è importante perché controbilancia gli effetti negativi del sodio. Una ricerca ha dimostrato che se nella dieta si introducono alimenti ricchi di potassio, si ottengono benefici maggiori che non riducendo o eliminando gli alimenti con maggior concentrazione di sodio. Per questo motivo, assumere più frutta e verdura riduce il rischio di patologie cardiovascolari, visto che contengono poco sodio e molto potassio. Se da un lato, il potassio fa bene al cuore, un eccesso di questo minerale nel sangue può avere brutte conseguenze nell’apparato cardiocircolatorio, nel cuore, nei muscoli, nelle ossa e nel sistema nervoso.

Cibo povero di sodio, contrasto USA e Italia

Se in Africa si muore di fame, nelle nazioni come gli Stati Uniti d’America si può morire per il cibo. Il record per gli abitanti patologicamente grassi va proprio agli USA, patria dei cibi unti e grassi. La dipendenza dagli alimenti spazzatura non è facile da vincere, neanche se ci si rende conto del potenziale pericolo della propria obesità. Quando si inizia una dieta, l’obiettivo è diminuire le calorie con gli alimenti più magri in assoluto. Il vero e proprio cibo povero di calorie è l’acqua, a seguire la frutta e la verdura fresca. I bambini magri, grassottelli o che tendono al sovrappeso devono assumere frutta e verdura fresca evitando merendine, snack e dai falsi amici.

Ad esempio, il latte di mandorla o di cocco non possono essere magri, in quanto uno è ricco di zucchero e l’altro contiene molti grassi. Da tenere presente se il proprio figlio vuole berlo spesso o, in caso di necessità perché intolleranti al lattosio, si predilige il latte vegetale. Una dieta a basso contenuto di colesterolo potrebbe aiutare coloro i quali sono in sovrappeso a perdere i chili di troppo senza troppe rinunce. Il colesterolo è un grasso presente nel nostro organismo: quando raggiunge alti livelli nel sangue, c’è un alto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di altri organi vitali.

L’unica prevenzione è abbassare i livelli di colesterolo sin da bambini, prediligendo non solo il cibo povero di sodio, bensì alimenti magri come il latte scremato, la carne bianca, frutta e verdura fresca, i legumi, pasta e pane integrale (ricco di fibre), olio vegetale e l’albume di uovo al posto del tuorlo. Noi italiani abbiamo la dieta Mediterranea che ci rappresenta nel mondo, oltre al Vaticano. Il Cristianesimo impone di partecipare all’Eucarestia mediante l’assaggio di un pane azzimo, quindi privo di lievitazione ma contenente la bellezza di 300 calorie per dischetto. Si tratta dell’ostia consacrata.

Cibo povero, fibre e ferro

Ogni prodotto di origine vegetale ha le fibre alimentari. Queste sostanze sono chiamate anche gli spazzini dell’intestino, visto che lo ripuliscono dalle scorie interne. Sono indicate per le persone a dieta perché trasmettono un appagante senso di sazietà, oltre a contribuire insieme all’acqua al regolare transito intestinale e gestire l’assorbimento di grassi e zuccheri, scongiurando diabete e malattie del cuore. Frutta, verdura cotta al vapore e alimenti integrali come legumi, pasta, pane orzo e cereali, se consumati in quantità eccessiva, possono provocare stitichezza. In caso di patologie come la sindrome da intestino irritabile e colite sono sconsigliati per non peggiorare l’infiammazione. Neanche a farlo apposta, questo cibo insieme ai legumi e alle interiora contengono molto ferro.

Esso è un minerale molto importante per il sangue e se non viene assunto in modo giornaliero si rischia una grave anemia e, in caso di gravidanza, è uno dei parametri di controllo che tutto proceda per il meglio ed evitare un parto prematuro o di basso peso alla nascita del bambino. Anche se è raro, ci possono essere episodi di malattie rare genetiche. Tuttavia, il consumo di ferro in eccesso comporta depressione e stanchezza, oltre che irritabilità, ma anche rigonfiamento del fegato e collasso epatico nei casi più gravi.

Il ferro assimilabile è quello più facile da controllare, in quanto contenuto nella carne, mentre per assimilare la sostanza non eme, si devono adottare alcuni accorgimenti come l’assunzione di vitamina C e l’astensione temporanea dall’assunzione di tè, caffè e latte e derivati. Non solo ritardano l’assimilazione della sostanza, bensì ne contengono anche pochissimo, come l’olio vegetale, il succo d’arancia, il sakè, lo zucchero, gli agrumi, i dolci preparati con l’albume d’uovo, per fare il pieno di proteine senza effetti collaterali.

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