Come funzionano allora le piramidi alimentari per i bambini?

La piramide alimentare nei neonati
Il cibo dopo lo svezzamento
La piramide per i bambini da 4-10 anni
Cibo sano e bambini obesi
Le giuste calorie per un bambino
Piramide degli alimenti per adolescenti
La dieta per una ragazza di 15 anni

Piramidi alimentari per bimbi neonati

Si tratta di considerazioni di massima, considerato che per fanciullini di pochi mesi e sino al compimento del terzo anno di età, non si può parlare in nessun caso di diete. Prescrivere in maniera categorica che cosa devono mangiare dei bambini così piccoli non solo non è funzionale, ma potrebbe risultare persino negativo in una fase così importante per la crescita.
L’alimento indispensabile per infanti così giovani è solo uno e si trova nel seno materno. La piramide alimentare di un neonato sino ai 6 mesi, quando dovrebbe avvenire lo svezzamento, prevede l’utilizzo esclusivo del latte della mamma. Ogni altra forma di piramidi alimentari per bambini è da considerarsi sbagliata e diseducativa. Riso, semolino, pastina e frutta la faranno da padrona, avendo noi genitori l’obbligo di proporli sotto forma di pasto almeno in due occasioni, durante ogni giornata. Anche legumi e pesce potrà essere fatto mangiare ai bambini 1 volta ogni 2 giorni, ma senza mai calcare la mano e cercando di variare la qualità di prodotto ittico, in più delle volte possibile. Nelle ultime fasi dello svezzamento, potrà fare la sua comparsa la carne e il formaggio, mentre tuorlo d’uovo e olio extra vergine d’oliva dovranno finire sul bavaglino delle amorevoli creature, massimo un giorno alla settimana. Bambini che piangono perchè mangiano del cibo diverso da quello previsto, non solo è del tutto normale, ma è anche sconsigliabile.

Piramide con cibi adatti al bimbo già svezzato
piramide-alimentare-bambiniSi suggerisce di fornire ai bambini svezzati, ma non ancora allontanati definitivamente dalla tetta della madre, ben 4 pasti al giorno, 2 dei quali dovrebbero essere rappresentati da poppate. I rimanenti 2 momenti nella giornata in cui sarà concesso ai fanciulli del cibo solido, bisognerà fare in modo che questo sia sempre di qualità e che rispetti le indicazioni offerte da chi ha studiato la migliore piramide alimentare per i bambini che non hanno ancora compiuto 4 anni. Il periodo di vita a cui facciamo riferimento è importantissimo per sperimentare alcune abitudini alimentari che dovranno poi seguire quando saranno adulti. Al di là dell’importanza nutrizionale dei cibi che assumeranno e di quanto questi rientrano nello schema alimentare ideale, la rilevanza di dare i giusti pasti a bambini di quell’età è strategica. Insegnare a mangiare bene da piccoli e abituarli ad un regime piuttosto rigoroso, potrà abituare loro a mantenere un peso forma durante la fase preadolescenziale e abituare il palato a certi sapori genuini, facendoli sentire amici. Di solito i marmocchi sono molto molto capricciosi sul cibo, soprattutto prima di frequentare la scuola elementare. Succede spesso infatti che, si abituino ad alimentarsi con un nucleo ristretto di alimenti e introducano nella loro dieta esclusiva solo quello che gli piace. La speranza resta quella di fornire il giusto fabbisogno calorico, senza mai perdere di vista il lato propedeutico di assumere determinate scelte a tavola. Allenare un bimbo a nutrirsi meglio significa ritrovarsi molto spesso un adulto con gusti molto più vicini a quelli indicati attraverso una piramide nutrizionale del cibo mediterraneo.

Piramide degli alimenti in bambini da 4 a 10 anni
Il discorso sull’utilità o meno di un certo tipo di alimentazione può essere invece rinviato nel tempo, quando i bebè, più cresciutelli, anno compiuto almeno il quarto anno di età. Indipendentemente da quanto consideriamo speciali i nostri figli o del fatto che si tratti davvero di bambino indaco, gli alimenti dei soggetti in età scolare,  che rientrano in questa fascia, dovrebbero essere quanto più simili a quelli degli adulti, rispetto a quanto pensassimo. L’istituzione scolastica è il luogo ideale per insegnare come si mangia bene e quali vantaggi potremmo ricevere in termini di benefici sulla salute. Chi lo ha detto che i maestri di geografia o di matematica non possono essere maestri per il nostro intestino? Studiare sui banchi quindi per andare bene a tavola. Ottenere dei voti alti per aver seguito a dovere il menù settimanale per bambini, riportato dalla piramide degli alimenti non può che aumentare i benefici sul tenero fisico, di chi prima o poi sboccerà e diverrà adulto, completata l’adolescenza. Il carattere di questi bimbi li fa sembrare dei bambini soldato, un po’ capricciosi, ma non lasciamoci intimorire; saremo severi per il loro bene. Insegnare il comportamento sociale significa anche operare per non fare male a sé stessi e quindi garantire al nostro corpo un apporto nutrizionale sempre genuino. Si tratta di un compito molto difficile, ma stimolante e se qualche associazione ha realizzato corsi d’educazione alimentare per bambini autistici una ragione ci sarà, a conferma di quanto quello che mangiamo possa influenzare anche il nostro comportamento nella società. Il numero delle calorie di cui hanno bisogno i pargoli dovrà tenere presente comunque di alcuni fattori contestuale ed è facile dedurre come, nel caso di bambini iperattivi, l’apporto energetico richiesto dovrà essere più elevato. Mantenere gli infanti denutriti non serve a nulla, se siamo convinti di fargli seguire la migliore dieta possibile, ma non illudiamoci che vedere i bambini che ridono perchè hanno ricevuto il cibo desiderato, possa essere l’unico parametro per valutare che stiamo facendo qualcosa di buono per la loro vita.

Non seguendo questi criteri alimentari si diventa bambini ciccioni?

L’effetto più probabile quando si esagera nel somministrare i cibi ad un figlio ancora piccolino è che si verifichi un ritardo nella digestione e quindi una difficoltà nell’assimilare correttamente i nutrimenti, fondamentali per lo sviluppo cellulare. Non è detto che i bambini che non seguano i dictat delle piramidi della salute debbano necessariamente ammalarsi o risentire di questi scompensi calorici, ma le statistiche riportate dai nutrizionisti infantili segnalano alcuni dati allarmanti. I bambini in carne esistono ed una motivazione dovrà pure esserci. Una colazione sregolata, in cui abbondano gli oli saturi ed un menù giornaliero privo di verdure, può davvero compromettere la salute di un colon e irritarlo drasticamente. La carenza di vegetali spiega a volte la frequenza del fenomeno di bambini con il raffreddore, soprattutto nelle aree dove il consumo di carne scombussola un po’ il quadro prospettato dalla piramide dei cibi sani per bimbi o adolescenti. Quando i medici gastroenerologi parlano di un nesso tra la carenza organica di fibre nell’intestino e l’aumento delle probabilità di accusare problemi di colite, lo è ancor più vero se si parla di bambini e bambine che non hanno ancora festeggiato l’undicesimo compleanno. Se nelle persone adulte si è trovato un nesso tra obesità e cattiva alimentazione e tra tumore all’intestino e mancato rispetto dei precetti della piramide alimentare, allora è auspicabile che sin da piccoli si predichi una cultura alimentare che abbia nella dieta mediterranea per bambini il suo scheletro portante. Lamentarsi successivamente per il mancato peso forma di bimbi non serve a nulla. Se gli infanti non hanno avuto premura di assecondare le dosi proposte dallo schema alimentare piramidale più famoso al Mondo, dopo tutto l’investimento scolastico nell’insegnare quali sono i cibi più idonei se si ha dai 5 ai 10 anni, è solo colpa delle loro famiglie che hanno continuato a nutrirli con merendine ipercaloriche e delle maestre che a scuola non sono state in grado di spiegare gli effetti negativi legati alla rinuncia di seguire piramidi alimentari mediterranee.

Dieta da neonati e giusto numero di calorie

Si precisa da subito come le caratteristiche nutrizionali dei bimbi nati prematuramente siano differenti da quelle dei bambini che non hanno hanno mai transitato per l’incubatrice. Le creature nate prima delle canoniche 39 settimane sono decisamente più fragili e presentano un apparato intestinale assai delicato, tale da essere particolarmente vulnerabile di fronte a diete sbilanciate e quindi negative. Proprio per questa ragione i reparti di ostetricia sono dotati di apposite macchine, in grado di alimentare in maniera efficiente tutti i bebè nati prima di 37 settimane. I sistemi di incubazione artificiale, presenti nelle strutture ospedaliere, forniranno la giusta quantità di nutrimenti, sia liquidi che solidi, a creature che, altrimenti, soccomberebbero, perchè non sufficientemente grandi, sotto il piano del peso corporeo, per essere nutriti dal seno della mamma.
Perchè i bimbi prematuri ricevono un’alimentazione non naturale?
La ragione è abbastanza scontata ed ha a che fare con i reali problemi di coordinazione dei muscoli della bocca, che caratterizzano bimbi così gracili di statura. Sarebbe impossibile chiedere a questi pupi di seguire la stessa dieta a base di lattosio, mirata ad alimentare i neonati che hanno trascorso almeno 38 settimane nel grembo materno. I bimbi “ottimini” o persino “settimini” non sarebbero in grado di succhiare un capezzolo e contemporaneamente riuscire a respirare e deglutire quel pasto. Altre volte questi frugoli un po’ sfortunati, escono dal pancione della mamma con qualche piccolo acciacco che impedisce loro di seguire una dieta standard per lattanti. Tra le problematiche più diffuse troviamo:

  • limiti respiratori oggettivi; i polmoni dei poppanti sono troppo piccoli per rischiare di affaticarli in altri modi e creare distrazioni di altro tipo. Questo tipo di condizione può generare livelli molto bassi di ossigeno nel corpo con conseguenti difficoltà nella circolazione.
  • Infezioni sanguigne; i piccoli figli di Gesù sono costretti a flebo e a riposo forzato, considerato che hanno un corpo ancora troppo esile per compiere azioni più impegnative, come succhiare il latte dalla mamma.
    Non occorre una dieta ingrassante per questi bimbi, ma soltanto lasciare che la natura operi in pace, recuperando quel tempo, così importante perchè il pargoletto nato in anticipo possa ripristinare il peso corporeo deficitario.

Quante calorie devono assumere i bambini?
L’apporto calorico dei nostri “cuccioli” è stabilito convenzionalmente da studi specifici, svolti sulla crescita dei neonati. Il numero delle calorie di cui ha bisogno un bambino sono generalmente di più di quelle di cui ha bisogno una bambina. Nel caso dei maschietti, bisognerebbe raggiungere una soglia di 800-1130 calorie giornaliere, invece nel caso delle femminucce, ci si attesta in un range compreso tra 740 e 1060 cal. Parliamo, in ogni caso bambini appena nati che, una volta varcata la porta dei 20 mesi di vita, consumeranno molta più energia ed avranno, conseguentemente, maggiore bisogno di mangiare cibarie. Si consideri che in questa fase l’apporto calorico possa crescere del 8% sino a raggiungere il massimo delle 1280 calorie quotidiane, per i bimbi, e le 1190 calorie, per le bimbe. Più grande è la loro voglia di giocare e interagire, maggiore sarà la loro necessità di muoversi. Di conseguenza, con la crescita cellulare è ovvio che possa determinarsi un proporzionale aumento del numero di calorie che dovrebbe raggiungere un frugolo, ogni giorno che passa nella sua vita, prima di diventare adulto, come evidenziato dallo schema

Età Numero di calorie x un bambino Numero di calorie x una bambina
2 anni (primi passi) 1000-1390 calorie 950-1300 calorie
2 anni e mezzo (meno spostamenti in passeggino) 1080-1590 calorie 1030-1530 calorie
3 anni (scuola dell’infanzia) 1170-1700 calorie 1120-1660 calorie

Linee guida alimentazione bambini

I nutrimenti che offriremo ai nostri figli saranno proporzionati a quelli di ogni piramide alimentare per bambini che si rispetti. Volendo tradurre in percentuale le osservazioni su quale pietanza è più corretto mangiare più spesso e quale invece consumare più di rado, potremmo seguire questi assiomi di massima. Per molti genitori, nonostante l’insistenza scolastica nello spiegare pure a loro il significato di quel disegno a forma di piramide, con tante categorie di cibo all’interno, la comprensione di questi concetti segue quasi sempre una..digestione molto lenta. Di conseguenza, reputiamo possa essere utile, al di là del disegno della piramide degli alimenti per bambini e neonati, elencare alcuni punti essenziali per far crescere in sana e robusta costituzione i propri pupilli.

  • Le proteine non devono superare mai il 16% delle calorie totali immagazzinate durante il giorno;
  • Si ricorda come i pasti ricchi di proteine sono quelli a base di carne, pesce, uova e latticini;
  • I grassi dovranno rappresentare circa la metà del fabbisogno calorico nei neonati;
  • La quota di lipidi dovrà progressivamente essere ridotta e raggiungere quasi il massimo il 30% del totale, quando si sono spente 3 candeline sulla torta di compleanno
  • I carboidrati seguono una tendenza inversa e, stando a quanto nutrizionisti ed esperti di piramidi alimentari per bebè affermano, dovranno passare dal 40%, durante i primi 365 giorni di esistenza, sino a circa il 60% del totale del cibo mangiato quando si avrà 3 anni.
  • L’acqua dovrà rappresentare una costante nelle giornate dei bimbi che, più si muoveranno e praticheranno attività fisica, più avranno bisogno garantire una buona idratazione al corpicino;
  • La frutta sarà la migliore merenda che potremmo offrire a dei rampolli scalmanati, con tanta voglia di giocare. Preferire sempre una mela al giorno a un uovo kinder ogni 2. Le sorprese dei famosi cioccolatini ovali le ritroveremo direttamente sul viso dei fanciulli, nel periodo scolare-adolescenziale.
    Scegliere la giusta frutta per bambini è fondamentale almeno quanto mangiare frutta per gli adulti.

Cibi per adolescenti

Quando un ragazzino termina la scuola primaria e inizia il ciclo della scuola secondaria vive un periodo di cambiamenti e di trasformazioni. Le azioni quotidiane diventano molto più movimentate, gli impegni aumentano ed il proprio corpo cresce ad una velocità impressionante. Si tratta del periodo adolescenziale, tempo in cui la richiesta di energia da parte dell’organismo sale vertiginosamente, sino ad arrivare a parlare di iperattività. Seguendo questa logica, è facile pensare come anche le necessità alimentari diventino più importanti e facciano nascere nel giovane adolescente una straordinaria volontà di mangiare. Dal punto di vista dell’accrescimento, per avere uno sviluppo armonico nella fase adolescenziale, è necessario corrispondere le giuste dosi di calcio, vitamine, acidi grassi essenziali, oltre che intraprendere un regime dietetico basato, principalmente, su carne, pesce, uova e latte, accompagnato dai carboidrati di pasta e prodotti di panificazione.
La piramide alimentare degli adolescenti segnala come, nonostante la tipica voracità dei ragazzini in pieno sviluppo fisico, non bisognerà in alcun caso, esagerare con l’apporto di glucosio e di zuccheri raffinati, considerata la loro predisposizione alle carie e famelicità compulsiva, soprattutto dopo uno sforzo sportivo.
La dieta ideale per le adolescenti prevede invece la scelta di verdure ricche di ferro, anche per fare fronte ai grandi quantitativi di sangue fuoriuscito dal corpo, attraverso i primi cicli mestruali. Le ragazze, quando vivono il tempo dell’adolescenza, iniziano ad avere le prime mestruazioni e queste, paragonate a quelle che caratterizzato l’età adulta, si rivelano decisamente più abbondanti e dolorose.
Secondo quelle che sono le indicazioni fornite dalla piramide degli alimenti per gli adolescenti, si sostiene che il 25% delle calorie complessive, per un ragazzino o signorina che è entrato in fase adolescenziale, dovrebbe provenire dalla prima colazione. I cibi più consigliati, quando è mattina presto, potrebbero essere cereali, marmellata di frutta, miele e frutta. Anche se alcuni dietologi dell’adolescenza suggeriscono di optare anche per uova e formaggio, ci limitiamo ad affermare come si tratti di una scelta da intraprendere saltuariamente, preferendo invece sempre di accompagnare il latte di capra all’orzo, piuttosto che al caffè.
Non esiste un età precisa in cui è più corretto introdurre la caffeina nella prima colazione, pertanto, più tardi introdurremo questa possibilità alimentare, maggiori saranno le possibilità di scongiurare che il nostro figlio adolescenti, non perda neanche una lezione di scuola di stereotipi.
Le abitudini alimentari discutibili, come la folle tentazione verso il cibo dei fast food o l’insana venerazione verso il gas della coca cola o il fumo delle sigarette, sono il risultato di una personalità che ha voglia di emergere e un sistema sempre a offrire agli adolescenti una pubblicità o un ideltità culturale alterata, a cui aggrapparsi.
Non bisognerebbe mai razionare i pasti di un adolescente quando si sveglia e vuole fare colazione, visto che essere digiuni da almeno 9-10 ore, non consentirebbe ai ragazzi di essere produttivi a scuola, dove è richiesta una buona dose di concentrazione e di partecipazione durante le lezioni in classe. La piramide della salute adolescenziale sottolinea come mangiare abbastanza cibi nella mattina, può limitare il desiderio di mangiare le terribili merendine confezionate, acquistabili presso i distributori automatici, quando si arriva a metà della mattinata.
Pasti da evitare in fase adolescenziale:
patatine fritte
pop corn
cioccolata al latte
merendine ipercaloriche
pietanze realizzate con olii saturi, di dubbia provenienza (olio di palma e di cocco in primis)

Il ruolo dei genitori, ma più in generale degli adulti, si rivela essenziale per l’educazione al cibo dei ragazzi, durante questo periodo bellissimo, ma anche doloroso della vita di ognuno di noi. Pensiamo alla crudeltà con cui alcuni giovani interagiscono con i bambini down, schernendoli senza ragione. Si tratta di soggetti con la psiche molto labile, spugne pronte ad apprendere comportamenti per emulazione, nel bene o nel male.
Di conseguenza, anche acquistare pietanze sbagliate ed essere irresponsabili a tavola potrebbe avere degli strascichi negativi quando si diventa più grandi. La preferenza verso pasti ricchi di zuccheri e alimenti estremamente grassi, disinteressandosi di nutrimenti considerati essenziali nello schema piramidale alimentare di un adolescente, come nel caso delle vitamine della frutta, può giocare brutti scherzi. E’ proprio durante il passaggio da ragazzi ad adulti, in una fase in cui i teenagers sono ancora alla ricerca di sé stessi, che si perfezionano certi meccanismi di emulazione, difficili da scrollarsi di dosso quando si entra nella fase adulta. Educare gli adolescenti a mantenere comportamenti civili quando si mangia è fondamentale per responsabilizzarli nei confronti della vita e della loro salute.
Colazione abbondante e genuina la mattina quindi, ma seguire con attenzione quello che assumono i nostri figli durante il pranzo e la cena, spuntino pomeridiano incluso, è decisivo per scongiurare il rischio che la scelta di una dieta discutibile possa prima o poi trasformarsi in un problema di obesità adolescenziale. Se da un lato è vero che i ragazzini a quell’età hanno energia da vendere, è vero anche che prima o poi le loro vite diventano sempre più sedentarie e il fabbisogno calorico giornaliero di un ragazzo diminuisce, lasciando tanti rimpianti nei genitori, oltre che un problema di girovita nei figli.

Problema alcool e non solo
Anche se i media sembrerebbero ancora disinteressarsi di questo argomento, si noti come il consumo alcolico negli adolescenti sia terribilmente cresciuto. La situazione dell’apparato intestinale degli adolescenti si aggrava se aggiungiamo il fatto che l’approvvigionamento e l’ingestione di insaccati da parte dei teenager aumenti sempre più, soprattutto nel Mondo Occidentale. Una vera corsa all’alcool e una febbre del prosciutto sembra mettere a dura prova la corretta idratazione dei tessuti muscolari di un giovane adolescente. La società ha il dovere morale di fare qualcosa per arginare questa piaga gastro-sociale ed attraverso lo studio scolastico della piramide per gli alimenti, spera di aumentare la coscienza negli adolescenti, spiegando loro quelli che sono i veri rischi associati ai cibi. Le abbuffate adolescenziali reiterate nel tempo possono costituire qualcosa di più pericoloso di semplici episodi di colore, da raccontare con divertimento quando si avrà compiuto 40 anni d’età.

Quante calorie dovrebbe assumere una ragazza di 15 anni?

Un’adolescente con età compresa tra i 13 e i 18 anni dovrebbe assimilare ogni giorno circa 1800-2100 calorie. A 15 anni di età, qualora non si praticasse alcuno sport o si avesse una vita piuttosto statica, bisognerebbe attenersi alla soglia delle 1750 cal. quotidiane. Nel caso in cui le signorine in fiore svolgessero delle vite più movimentate, come nel caso delle adolescenti che adorano la danza o di quelle che vanno regolarmente a ballare, bisognerebbe aggiungere a questo valore calorico, almeno altre 300 calorie, perchè avrebbero più occasioni per “bruciare questi grassi”.
Per calcolare il numero di calorie esatto per una ragazza che ha compiuto 15 anni di età, bisognerebbe valutare l’altezza e il peso, come insegnano i “guru” delle applicazioni per calcolare il peso ideale. Eppure si tratta di strumenti molto limitati perchè, come sottolineavamo precedentemente, una ragazza assai sportiva di appena 14 anni, potrebbe necessitare di un numero di calorie maggiore rispetto quello che coprirebbe le necessità energetiche di un’adolescente più sedentaria di 17 anni. Il metodo per sapere quanto è giusto pesare in base all’altezza e all’età, si basa sulla consapevolezza che maggiore è la statura fisica di una giovane ragazza, più alto dovrà essere il suo giusto peso corporeo. Se non proprio di un parametro senza senso, più utile di calcolare il peso forma, sarebbe invece stimare il proprio indice di massa corporea, valore questo indicato con la sigla BMI.

Dieta per adolescente, da 2000 calorie (maschio o femmina)

A colazione
Una baguette di pane integrale su cui spalmare 2 dita di burro di arachidi, da accompagnare ad un bicchiere di latte scremato.
A merenda
Panino integrale riempito con 2 fette di tacchino, insalata e qualche fetta di pomodorino. Qualora il ragazzo dovesse avere ancora fame, offrirgli un po’ di zuppa di verdura (anche fredda, deliziosa durante l’estate) e una mela.
A cena
Una tazza di riso integrale, cotto in una salsina leggera e accompagnato con pollo al forno. Il contorno di insalata, in aggiunta ad una verdura a foglia verde a propria scelta ( spinaci, rape, bietole…la scelta per fortuna è sempre molto ampia in Italia) sarà necessario per rendere ancora più completo il pasto.