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Come è cambiata la vita dei personaggi famosi con il diabete?

Il diabete è una patologia che non lascia scampo nemmeno ai personaggi famosi, diversi sono i protagonisti dello spettacolo, del mondo della musica di ieri e di oggi a soffrire di diabete. Da Elvis Presley a James Brown, da Halle Berry a Sharon Stone, o al nostrano Gianfranco Ferrè. Ma cos’è il diabete?

Il diabete è un disturbo metabolico che porta a una instabilità del livello di glicemia nel sangue. La comunità scientifica divide in due questa patologia , il tipo 1 chiamato diabete autoimmune ovvero quando il sistema immunitario aggredisce le cellule B del pancreas, deputate alla produzione di insulina che ne limitano le disponibilità. Il tipo 2 invece è una sorta di logoramento che usura il pancreas e con una conseguente riduzione della produzione di insulina.

Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue, un difetto di insulina che consente all’organismo di utilizzare il glucosio per tutti i processi energetici delle cellule. Nel caso in cui l’insulina viene prodotta in maniera insufficiente dal pancreas o se le cellule non rispondono in sua presenza, potrebbero presentarsi alti livelli di glucosio favorendo così la comparsa del diabete mellito.

Quali sono le showgirl o i conduttori televisivi a soffrire di diabete?

Sharon Stone soffre di diabete mellito di tipo 1 affrontando sempre la malattia con uno stile di vita frenetico, dieta e sport che hanno aiutato molto l’affascinante attrice, così come il cantante Nick Jonas . Mentre recentemente Thom Hanks ha dichiarato in un intervista di soffrire di diabete di tipo 2 così come anche Halle Berry che soffre del medesimo disturbo.

atore famoso tom hanks ha diabete

Anche molti sportivi e calciatori sono stati affetti dal diabete, come Paul Aaron Scholes calciatore inglese del Manchester United, o anche il pugile statunitense Sugar Ray Robinson, Monica Priore atleta diabetica conosciuta per aver attraversato lo stretto di Sicilia a nuoto. Tra i calciatori affetti da diabete troviamo anche Nicolas Amodio, Danny Mc Grain, Erland Johnsen, Gary Mabbut.

Una diagnosi precoce è fondamentale per cercare di instaurare immediatamente un piano di controllo del diabete e di prevenzione contro eventuali complicazioni. La malattia ad oggi si può controllate, ed è fondamentale prima dei 40-45 anni controllare periodicamente la glicemia, soprattutto in soggetti in sovrappeso, chi soffre di ipertensione o chi segue una vita sedentaria e una cattiva alimentazione.

È possibile scoprire casualmente tramite delle semplici analisi del sangue di essere affetti dal diabete di tipo 2, o tramite esame dall’oculista. In caso di sospetto per una diagnosi certa sarà necessario sottoporsi ad un esame del sangue a digiuno e un esame delle urine per valutare il livello di glucosio in entrambi i casi.

I sintomi della malattia variano a seconda del tipo di diabete, ma solitamente compare un esordio improvviso, febbre, poliuria, glicosuria, ovvero un aumento del glucosio nelle urine, o anche una sensazione di stanchezza, pelle secca, perdita di peso o aumento della sete. Lo stesso cantante Nick Jonas tra i sintomi più spiccati avvertiva una sete molto forte e il calo ponderale, mentre Tom Hanks è affetto da diabete dovuto alla cattiva gestione del peso corporeo.

Molti dei vip che adoriamo affermano di essere affetti da diabete di tipo 1 o di tipo 2 fin dalla nascita, mentre molti altri hanno scoperto il diabete tramite diversi campanelli di allarme, tra cui Tom Hanks. O anche Teresa May, primo Ministro in Inghilterra che all’età di 56 anni ha iniziato a perdere peso, a sentirsi stanca e bere molto acqua. Sintomi che nel 2012 confermarono la diagnosi di diabete di tipo 1.

Diabete senile e diabete giovanile

A seconda dell’età d’esordio della malattia esistono il diabete senile e il diabete giovanile. E quando si parla di diabete giovanile ci si riferisce al diabete mellito di tipo 1, chiamato così proprio per l’elevata incidenza dei casi in età infantile, mentre il diabete senile in pazienti anziani sui quali il diabete e la diminuita tolleranza al glucosio aumenta progressivamente con l’età.

Il diabete gestazione è una forma di diabete di tipo 2 che si presenta esclusivamente durante la gravidanza. Causato principalmente da una ridotta sensibilità all’insulina prodotta dal pancreas, solitamente regredisce dopo il parto ma potrebbe ripresentarsi a distanza di anni.

Solitamente colpisce più di frequente donne in sovrappeso o obese o con familiarità al diabete. Tra i vip più famosi a soffrirne è l’attrice Salma Hayek che proprio durante la gravidanza ha preso molto peso sviluppando il diabete gestazionale, avendo avuto anche precedenti familiari con il diabete di tipo 2.

Sicuramente chi soffre di diabete, così anche i personaggi più importanti dello showbiz tra cui cantanti, attori, ma a maggior ragione gli sportivi devono seguire delle regole rigide soprattutto sull’alimentazione e sullo stile di vita. È fondamentale tenere a bada il controllo di zuccheri, grassi e alimenti ingeriti nel corso della giornata.

Diverse sono le rinunce che molti personaggi famosi devono fare  a tavola: dalle zeppole, ricche di grassi e zuccheri, alle torte per le feste di compleanno, o alla festa del papà, è quasi impossibile purtroppo riuscire a concedersi un dolce, o lasciarsi andare in un peccato di gola.

Diete e rinunce delle star del cinema e della televisione

Tutti i vip affetti da diabete seguono rigidi protocolli alimentari studiati in base a determinate esigenze personali e di salute. Halle Berry tende segue la dieta dei cinque fattori, che prevede cinque pasti al giorno basati su cinque alimenti diversi, mentre Luciano Pavarotti non mangiava alcun cibo prima delle ore 15 del pomeriggio.

Cris Southwell tra i primi venti sportivi al mondo nella disciplina dello snowboard, convive con il diabete fin da piccolo seguendo una dieta che prevede tre pasti al giorno. Una colazione a base di frutta e cereali, carboidrati a pranzo, e legumi o verdure a cena.

Non si può certo indicare una vera e propria colazione che i vip seguono prima delle prove per gli spettacoli, dato che ogni personaggio famoso segue diete varie e differenti.
Per il rinnovo della patente è necessario che chi è affetto da diabete di tipo 1 o 2 presentino un certificato su modulo conforme compilato dal diabetologo, al fine di attestare un ottimo stato di salute. In quanto il diabete può influenzare la capacità di guida perché ci possono essere crisi ipoglicemiche o iperglicemiche che alterano la vigilanza del guidatore.

Il diabete può influenzare la salute di piedi e gambe, e spesso i pazienti diabetici utilizzano scarpe e calze specifiche che aiutano a stimolare una adeguata circolazione periferica, proprio per evitare possibili complicazioni.

calze per diabetici

Non è mai capitato che una star avesse una crisi durante una diretta tv di uno show o uno spettacolo live, nemmeno è noto se qualche personaggio conosciuto sia finito in ospedale a causa del diabete, spesso notizie tenute riservate proprio per la privacy che sfuggono anche ai paparazzi più bravi.

Il diabete può presentarsi anche nei cani, colpiti dalla forma di insulinodipendenza e proprio per questo motivo necessitano di una terapia insulinica per tutta la vita. Alcuni vip curano i propri cani affetti da diabete, generalmente si eseguono due iniezioni giornaliere sottocutanee di insulina, secondo modalità e tempi indicati dal proprio medico veterinario.

Sicuramente è possibile vivere bene sia dal punto di vista personale che professionale convivendo col diabete, basta seguire qualche piccola accortezza e controllo medico per riuscire anche a mantenere alti standard soprattutto per gli sportivi che praticano attività a livello agonistico.

Ricercatori britannici hanno messo a punto un cerotto in grado di misurare i livelli di glucosio in circolo. Il cerotto sarebbe in grado di rimpiazzare aghi e glicometri per una maggiore praticità, ma soprattutto una maggiore precisione nella misurazione della glicemia.

È fondamentale per i pazienti diabetici cercare di evitare stress nella vita quotidiana e mantenere uno stile di vita sano, ecco perché molti vip affetti da diabete sono diventati buddisti per meditare ad imparare ad affrontare la vita con maggiore leggerezza.

Oltre al diabete un problema di salute piuttosto diffuso tra i vip più noti sono i problemi di fegato, come insufficienza epatica dovuta a cirrosi magari a causa di una vita sregolata legata anche a episodi di alcolismo. Da George Best, a Erica Abidal, ma anche il chitarrista statunitense Lou Reed, star del panorama mondiale che purtroppo hanno avuto problemi legati all’alcolismo con conseguenti disfunzioni epatiche.

Le conserve di fagiolini sott’olio, curiosità e ricetta della nonna

I fagiolini, denominati cornetti o mangiatutto, sono i baccelli immaturi del fagiolo Faseolus vulgari. Si tratta di una pianta annuale originaria dell’America appartenente alla famiglia delle Leguminose. Sono considerati i “gemelli” dei classici fagioli da un punto di vista botanico, ma sono diversi da questi legumi per le loro caratteristiche nutrizionali e culinarie. Si prestano molto bene ad uso culinario anche dopo il periodo di raccolta: sono famosissime le conserve di fagiolini sott’olio, sott’aceto, al naturale o la variante molto saporita, vale a dire quella in agrodolce. Coltivazione, varietà migliori, calorie, metodi di conservazione e ricetta originale per avere fagiolini sott’olio croccanti e senza nessun pericolo di botulismo.

Fagiolini, aspetti nutrizionali
Varietà ideali per le conserve di fagiolini
Raccolta fagiolini
Tecniche per preparare le conserve di fagiolini
Fagiolini, differenza tra sottaceto e sott’olio
Le conserve di fagiolini sott’olio, la ricetta

Fagiolini, aspetti nutrizionali

I fagiolini, dal punto di vista nutrizionale, sono meno calorici della maggioranza degli altri legumi, avendo anche un minore apporto di proteine e carboidrati. Sono ideali per una dieta ipocalorica, visto che sono ricchi di vitamina A, fibre e sali minerali. Contengono anche vitamina C e per 100 gr si calcolano 31 kcal. Hanno ottime proprietà antiossidanti e sono ideali per chi vuole rafforzare il proprio sistema immunitario.

Benché essi siano dei legumi, essi sono annoverati tra gli ortaggi. Questo perché non si mangiano solamente i semi, bensì anche il baccello che li accoglie. Del resto, anche i valori nutrizionali istigano a inserirli nella categoria verdure.

Varietà ideali per le conserve di fagiolini

Esistono molteplici varietà di queste piante appartenenti alla famiglia delle Leguminose. Principalmente, i botanici le distinguono tra varietà nana e varietà rampicante. La differenza maggiore la fa il baccello, visto che cambia forma e colore. Si può andare dal classico verde, al giallo intenso, fino ad arrivare al violetto.  La forma di esso, a seconda delle varietà, può essere allungata, cilindrica e sottile oppure allungata e piatta. Per le conserve, di solito si scelgono i cosiddetti fagiolini fini perché molto più corti e teneri rispetto ad altre tipologie.

ricette fagiolini sottolio

Prima di iniziare a conservare questi legumi, bisogna osservare una meticolosa preparazione. Quali sono i migliori fagiolini per fare le conserve? Dal punto di vista culinario sono molto interessanti i fagiolini gialli, in quanto sono considerati una prelibatezza in cucina. I cornetti viola pare si puliscano molto facilmente grazie all’assenza del filo e si possono mangiare crudi poiché molto teneri. Anche perché il caratteristico colorito, una volta bolliti, sparisce. Infatti, internamente sono verdi.

Per chi si considera un ortolano/giardiniere provetto e si chieda quando raccogliere i mangiatutto e soprattutto come farli crescere rigogliosi nel proprio orto, la stagione dei fagiolini inizia con il caldo. In primavera ed estate si possono arricchire le insalate con questa leccornia della natura. Come già detto, è parente del fagiolo e ha bisogno di un clima temperato-caldo per crescere rigoglioso. La semina inizia a marzo nel Meridione, mentre al Nord si deve aspettare aprile. La raccolta avviene dopo circa due o tre mesi, dipende dalla varietà seminata e comunque non prima che i frutti delle piante non abbiano raggiunto le dimensioni tipiche. Una piccola curiosità: il fagiolino è considerato una pianta miglioratrice in quanto non impoverisce il terreno dei suoi nutrienti, bensì ha la capacità di preparare il suolo per colture successive, le quali cresceranno più forti e più saporite rispetto alle precedenti. Insomma, alternare la coltivazione di zucchine e pomodori a quella dei cornetti mangiatutto potrebbe essere una manna per gli ortaggi e le verdure che si coltiveranno in futuro.  Una piantina in buona salute produrrà all’incirca una decina di fagiolini alla settimana, una rampicante raddoppierà la produzione.

In alternativa e in mancanza di spazio, si può procedere alla coltivazione del fagiolino in vaso prestando attenzione alla composizione del terreno. Il fagiolino in vaso necessita un terreno a medio impasto, profondo, ben drenato e con PH leggermente acido. La varietà ideale è quella nana, in quanto  coltivare i fagiolini rampicanti hanno bisogno di spalliere idonee, visto che si possono estendere anche per molti metri.

È fondamentale sapere quando è ora di raccogliere questi legumi. I fagiolini sono pronti quando sono ancora teneri, basta fare la prova: piegando un baccello, esso si deve spezzare con facilità. Bisogna fare attenzione a non strapparli e procedere con delicatezza , cercando di non tirare i baccelli. SI suggerisce di procedere un baccello alla volta, allo scopo di non rovinare la pianta. La tecnica degli esperti consiste nel reggere la pianta con una mano e con l’altra staccare il baccello.

Il ciclo produttivo medio del fagiolino verde è di circa 60 – 65 giorni, anche se, a seconda dei periodi di semina e cultivar, si possono avere delle notevoli differenze. Ad esempio, I fagiolini precoci hanno un ciclo di coltivazione medio che varia da 60 a 70 giorni, mentre i fagiolini tardivi passano dagli 80 ai 90 giorni.

Tutte varietà e tipologie molto utili per le conserve dei fagiolini, da fare assolutamente durante il periodo estivo.

Tecniche per preparare le conserve di fagiolini

Sicuramente, il modo migliore per apprezzare i fagiolini è quello di raccoglierli ancora teneri, pulirli e consumarli freschi. Tuttavia, per chi ha un grosso quantitativo e vuole metterli da parte per l’inverno, esistono differenti metodi di conservazione dei cornetti mangiatutto.  Viene molto usata la tecnica di coltivazione al naturale, poco ingombrante e non altera assolutamente il sapore del prodotto. Oppure, vengono surgelati, precotti e poi inscatolati e infine conservati sott’olio o sott’aceto. Sebbene il secondo metodo sia molto apprezzato, la conservazione sott’olio ha i suoi vantaggi ed è forse la più usata insieme alle conserve al naturale, in quanto entrambe molto veloci.

Fagiolini, differenza tra sottaceto e sott’olio

I prodotti della terra, oggi molto ricercati e considerati prelibatezze, sono frutto della tradizione contadina. Probabilmente, le nonne delle nostre nonne si sono tramandate le varie ricette delle conserve alimentari da generazioni.  Un tempo non esistevano certo sottovuoto, frigoriferi e soprattutto congelatori, quindi si doveva conservare il cibo anche fuori stagione mettendolo sotto sale, in salamoia o sott’olio. Erano queste le tecniche che mantenevano inalterate le principali caratteristiche organolettiche dei vegetali. Soprattutto nelle famiglie contadine, molto numerose, si era soliti ritrovarsi a fare festa proprio il giorno della raccolta degli ortaggi: dalle prime luci dell’alba, gli uomini lavoravano i campi e le donne predisponevano il tutto per preparare la passata di pomodoro e le conserve di verdure. Poi, ci si riuniva a mangiare i frutti del proprio lavoro, magari sacrificando il pollo o il maiale più grasso.

barattoli di fagiolini sottolio

La conservazione sottaceto classica avviene tramite fermentazione anaerobica (ossia, in assenza di ossigeno) data dai batteri dell’acido lattico formati da una salamoia, o marinando il cibo in una soluzione acida come l’aceto. Gli alimenti, in questo modo, acquisiscono il tipico sapore salato e aspro. Il sapore dipende dall’aggiunta o meno di erbe o spezie antibatteriche ( aglio, cannella, chiodi di garofano) e da quale batterio potesse sopravvivere alla fermentazione data dall’assenza di aria e dalla temperatura interna. Mantenere l’igiene e una scarsa umidità nelle materie prime è fondamentale. Un cibo mal conservato può provocare danni irreparabili e la morte.

La tecnica di conservazione sottolio è una delle più diffuse e semplici per isolare gli alimenti dal contatto con l’aria e inibendo la proliferazione di batteri aerobi. L’olio non ha proprietà antibatteriche e non inibisce lo sviluppo di acqua e di questi microrganismi tra cui il temutissimo botulino. Esso è un batterio che produce tossine particolarmente velenose per il nostro organismo. Per questo motivo, gli alimenti conservati  sott’olio sono spesso prima salati, cotti o anche acidificati con aceto di vino. Si usa a piene mani l’olio di semi di girasole o di semi vari piuttosto quello di oliva o evo, in quanto questi ultimi hanno un gusto più deciso rispetto a quello più neutro degli altri due. Così, non si rischia di alterare troppo il reale sapore, pur conservando correttamente la verdura. Una volta aperto il vasetto, si conserva in frigorifero e si aggiunge olio fino all’orlo, per impedire all’ossigeno di essere presente all’interno.

Le conserve di fagiolini sott’olio, la ricetta

La ricetta classica della nonna per dei fagiolini sott’olio croccanti e senza rischi per un contorno gustoso e poco calorico, visto che si stimano 60 kcal a porzione, utile non solo per accompagnare il secondo piatto, bensì anche protagonista di strepitose bruschette e panini vegetariani saporiti.

 

Ingredienti:

  • 1 kg di fagiolini verdi
  • 500 ml di aceto bianco
  • 500 ml di vino bianco oppure acqua
  • pepe in grani q.b.
  • 3 spicchi di aglio
  • 30 g di sale grosso
  • Qualche fogliolina di menta
  • vasetti di vetro sterilizzati
  • olio di semi quanto basta

 

Per prima cosa, bisogna spuntare i fagiolini e scartare quelli danneggiati da agenti atmosferici o parassiti. Lavare i mangiatutto in abbondante acqua fredda con qualche cucchiaio di bicarbonato di sodio. Scolare i fagiolini con l’aiuto di un colapasta e sciacquarli sotto un veloce getto dell’acqua fredda. Lasciarli scolare molto bene.

Mentre si aspetta che i fagiolini spurghino l’acqua in eccesso, si può riempire una pentola di acqua e salarla, per poi metterla sul fuoco. Appena il liquido raggiunge la temperatura di ebollizione, si possono calare i legumi per farli scottare al dente. Ci vorranno 8 o 9 minuti.

Rimettere la pentola sul fuoco con acqua e aceto in parti uguali: quando il composto bollirà, immergere i fagiolini per due minuti da quando riprende a bollire. Scolarli bene e farli raffreddare completamente.

Adagiare i mangiatutto in vasetti di vetro sterilizzati con uno spicchio di aglio e delle foglie di menta, per poi coprire il tutto con l’olio. Il giorno dopo, se necessario, rabboccare l’olio e tappare i vasetti delle conserve. Porre ogni vasetto con i fagiolini sott’olio in un luogo fresco e buio.

Per maggiore sicurezza, è consigliabile sterilizzare i vasetti anche dopo averli riempiti. Il procedimento è molto semplice: avvolgere ogni vaso con un canovaccio e immergerlo in una pentola , coprendoli di acqua fredda. Una volta che l’acqua bolle, bisogna calcolare circa 20 minuti. Spegnere il fuoco e far raffreddare completamente i vasetti nell’acqua. Con questo procedimento, le conserve si mantengono per circa 12 mesi chiuse, mentre quando si andrà ad aprire il vasetto sott’olio, andrà conservato in frigorifero, rabboccandolo con l’olio, consumandoli entro pochi giorni dall’apertura.

Per rendere questa ricetta speciale, si può sostituire la menta con altre erbe aromatiche, come l’alloro o l’origano, per conferire un caratteristico profumo. Per soddisfare anche i palati gourmet, si consiglia l’aggiunta del pepe verde in grani per portare la ricetta ad un altro livello.

Invitare un raeliano a cena è complesso

I Raeliani fanno parte del movimento Raeliano, una setta nata nel 1973 che sostiene che la terra sia stata creata grazie all’ingegneria genetica ad opera di alcuni extraterrestri scientificamente avanzati, chiamati Elohim. Tale disciplina sostiene che tutti possono raggiungere l’immortalità tramite un processo di combinazione di clonazione e trasferimento della mente.

Il movimento dei Raeliani

Il suo fondatore è Claude Vorilhon che in occasione della nascita del movimento Raeliano decide di cambiare il suo nome in Rael. Nato in Francia Claude Vorilhon è un appassionato di giornalismo e di automobilismo, tanto da fondare e dirigere un giornale sportivo nella sua giovane età.
Proprio il 13 dicembre del 1973 nel cratere di Puy de Lassolas, il giornalista sportivo francese racconta di aver avuto un contatto diretto con un extraterrestre, che invitato a bordo di un Ufo gli svela alcune rivelazioni riguardo l’Antico e il Nuovo Testamento.

Secondo i racconti del movimento dei Raeliani diversi anni fa furono gli extraterrestri denominati Elohim a creare gli uomini sulla terra a loro immagine e somiglianza, tramite un processo di clonazione.
Secondo il movimento Raeliano, e soprattutto secondo le rivelazioni fatte a Rael dagli Elohim, non esiste un Dio o un’anima, e nemmeno il Paradiso e l’Inferno, ma dopo la morte coloro che lo meritano saranno “ricreati” per vivere sul pianeta dagli Elohim.

raeliani

Rael sarebbe la guida che trasmette il piano cellulare del fedele agli Elohim, secondo quanto riportato durante una cerimonia viene prelevato l’osso frontale del fedele defunto per trasmetterlo al capo del movimento. Riguardo il prelievo dell’osso frontale del fedele sono diverse le polemiche che si sono sollevate dato che si dice che esistano degli accordi tra la religione Raeliana e le agenzie di pompe funebri.
Secondo le rivelazioni di Rael la clonazione sarebbe il processo tramite il quale gli extraterrestri hanno creato i primi uomini sulla terra. Il processo di clonazione reale prevede che gli uomini vengano riprodotti già adulti e assolutamente migliorati, ovvero privi di malattie e di vecchiaia.

Gli alieni spiegarono che un racconto di tali eventi sarebbe contenuto nella Bibbia, ma che furono trascritti in maniera completamente differente, perché gli scrittori non erano in grado di comprendere gli avvenimenti accaduti riportandoli di conseguenza in maniera inesatta.

Tutti i principi del movimento Raeliano

Secondo il movimento Raeliano gli extraterrestri insegnano che gli uomini non devono limitare le possibilità della scienza, anzi devono cercare di trarre il massimo dagli esperimenti di clonazione. Ecco perché non esistono dei limiti etici secondo cui alcune tecniche sono considerate lecite o meno.
La religione Raeliana considera il matrimonio come un inutile contratto, che limita la libertà degli altri. Secondo i Raeliani non devono esistere dei limiti posti alla propria sessualità, e promuovono la masturbazione e i rapporti sessuali liberi.

I libri di riferimento per i seguaci del movimento Raeliano sono i testi scritti e pubblicati da Rael che raccontano dei principi della religione Raeliana sulla base dei due incontri avvenuti con gli extraterrestri, il primo sotto le pendici del vulcano dove è stato scelto come la guida del movimento, e il secondo incontro con gli Elohim dove è stato portato in un altro pianeta per far sì che potessero prelevare l’osso frontale al fine di ricrearne una sua copia identica.

Quanti sono i Raeliani in Italia e all’estero?

Rael ha viaggiato e diffuso il messaggio degli Elohim riuscendo a stabilire un movimento religioso che ad oggi conta almeno 90.000 fedeli presenti nei cinque continenti. Affiliati più o meno attivi che sono ordinati secondo una gerarchia, mentre le donne hanno un ordine specifico e vengono categorizzate in angeli rosa o bianchi.

I Raeliani in Italia sono presenti in ogni regione del territorio, anche se il maggior numero di seguaci si trova proprio a Milano. Spesso i fedeli si riuniscono in occasione di meeting e congressi per cercare di diffondere i messaggi delle rivelazioni di Rael.
Il movimento dei Raeliani è divenuto più noto grazie al servizio mandato in onda da Pif sul programma “Il Testimone” su MTV. Durante la puntata vengono intervistati i principali esponenti del movimento Raeliano sia italiani che stranieri per capire quali siano i principi cardine di tale movimento.

Le credenze riguardo la presenza degli alieni sono contraddittorie, molti come i Raeliani credono all’esistenza degli extraterrestri o dei possibili casi di rapimenti di extraterrestri, spesso documentati anche in diversi video presenti online e su youtube.
Molte altre persone però sostengono che esistano dei fake presenti online, che diffondono immagini distorte e modificate con photo shop escludendo così la possibilità che possano esistere altre forme di vita sulla terra o in un altro pianeta.

I Raeliani seguono un’alimentazione assolutamente varie e del tutto comune secondo i propri gusti e le esigenze alimentari. Essendo un movimento religioso considerato poco comune è facile che possano divulgarsi delle dicerie riguardo l’alimentazione seguita dai Raeliani, ma non esistono fonti a riguardo.
Nel 2002 l’attenzione dell’opinione pubblica era concentrata sull’annuncio di una presunta clonazione umana effettuata dai Raeliani, notizia che ha fatto molto scalpore. Secondo quanto annunciato la Clonaid avrebbe compiuto per alcuni Raeliani il processo di clonazione indispensabile per l’immortalità.
Nel 2002 la Clonaid annunciò la creazione di una neonata geneticamente identica alla madre di trent’anni, ma negli anni successivi non è mai stato riscontrata la veridicità della notizia divulgata, dato che non è mai stato prelevato il Dna della madre e della neonata.

Cambiamenti alimentari: il cibo povero vs il cibo dei poveri

Ad oggi, il cibo viene visto come una consolazione piuttosto che una necessità. I nostri nonni e bisnonni, ad esempio, hanno resistito a carestie e guerre grazie a certi alimenti che ora sono considerati poveri. Un esempio lampante sono le cipolle: nonostante l’odore sia sgradevole, è facile da coltivare e ha potenti proprietà antinfiammatorie.

Altri cibi poveri di sostentamento sono le patate, anche esse facili da coltivare e ricche di amido. E ancora i cachi, riserva naturale di zuccheri perché i suoi frutti hanno quel sapore zuccherino fino all’eccesso. Una piccola curiosità: l’albero dei cachi viene chiamato Albero dalle Sette Virtù in quanto fa molta ombra, la sua legna è buona per ardere, le foglie cadute sono un ottimo concime e le foglie vive hanno dei fantastici colori, non viene attaccato dai parassiti, è un riparo sicuro per gli uccelli che nidificano ed è uno degli alberi da frutto più longevi e produttivi. Si capisce il motivo per cui, specie nel Nord Italia, si trovano ancora queste piante nei pressi delle abitazioni antiche.

Cibo povero, abitudini occidentali

È scontato affermarlo, però a livello mondiale non esiste una distribuzione equa dei generi alimentari. Le nazioni povere consumano alimenti differenti dall’Occidente ricco e pieno di fast food aperti a tutte le ore. In Africa, ad esempio, si tende a cucinare un piatto unico a base di carboidrati e proteine e tante spezie per coprire sapore e odore alterato, in quanto non sempre in Congo, in Zimbabwe e in Liberia e può esserci a disposizione un frigorifero o un congelatore per la corretta conservazione del cibo o alimenti di qualità.

Il cibo africano è spesso composto da polenta di manioca o riso, verdure, carne o pesce compongono questa pietanza, ma spesso le proteine sono sostituite da insetti. Si prediligono formiche, larve e vermi giganti africani. Del resto, non è raro che nei paesi sottosviluppati ci sia cibo povero e apparentemente disgustoso, però ricco di sostanze nutritive e di proteine. Tornando in Europa, la nazione più povera risulta la Moldavia. La cucina moldava non è certo sofisticata, però si possono trovare piatti a base di verdure, agnello o altra carne, fagioli o riso. Il tutto condito dall’immancabile aglio. In Occidente, invece, si può ingurgitare di tutto, tanto che la definizione di alimento povero sta a indicare un alimento genuino e privo di grassi e di sostanze nocive.

uomo povero senza denti

Cibo povero o genuino?

In questi anni c’è stato un vero e proprio boom del settore alimentare bio. Il cibo biologico e fresco viene preferito a quello confezionato. Si prediligono i pomodori freschi per un sugo fatto in casa, piuttosto che acquistare lo stesso prodotto in barattolo pieno di zuccheri e altri conservanti.

Altra attenzione rivolta agli alimenti è il seguire particolarmente un regime alimentare che comprende cibo povero di sodio, ovvero i vegetali. In realtà, anche il burro contiene sodio, così come il condimento della margarina. La cosiddetta dieta iposodica serve pe combattere la ritenzione idrica e in caso di patologie alla tiroide. La sostanza, il sodio, ha la funzione di regolare i fluidi e i nutrimenti dentro e fuori le cellule. La riserva di sodio fa sì che l’organismo regoli il PH del sangue in caso di necessità.

Il sale è sicuramente la fonte principale di sodio nella dieta, mentre carne, pesce, uova e latte è considerato cibo povero di sodio. Anche la frutta e gli ortaggi sono poveri di questa sostanza, però ricchi di un elemento chiamato potassio. Questa sostanza è importante perché controbilancia gli effetti negativi del sodio. Una ricerca ha dimostrato che se nella dieta si introducono alimenti ricchi di potassio, si ottengono benefici maggiori che non riducendo o eliminando gli alimenti con maggior concentrazione di sodio. Per questo motivo, assumere più frutta e verdura riduce il rischio di patologie cardiovascolari, visto che contengono poco sodio e molto potassio. Se da un lato, il potassio fa bene al cuore, un eccesso di questo minerale nel sangue può avere brutte conseguenze nell’apparato cardiocircolatorio, nel cuore, nei muscoli, nelle ossa e nel sistema nervoso.

Cibo povero di sodio, contrasto USA e Italia

Se in Africa si muore di fame, nelle nazioni come gli Stati Uniti d’America si può morire per il cibo. Il record per gli abitanti patologicamente grassi va proprio agli USA, patria dei cibi unti e grassi. La dipendenza dagli alimenti spazzatura non è facile da vincere, neanche se ci si rende conto del potenziale pericolo della propria obesità. Quando si inizia una dieta, l’obiettivo è diminuire le calorie con gli alimenti più magri in assoluto. Il vero e proprio cibo povero di calorie è l’acqua, a seguire la frutta e la verdura fresca. I bambini magri, grassottelli o che tendono al sovrappeso devono assumere frutta e verdura fresca evitando merendine, snack e dai falsi amici.

Ad esempio, il latte di mandorla o di cocco non possono essere magri, in quanto uno è ricco di zucchero e l’altro contiene molti grassi. Da tenere presente se il proprio figlio vuole berlo spesso o, in caso di necessità perché intolleranti al lattosio, si predilige il latte vegetale. Una dieta a basso contenuto di colesterolo potrebbe aiutare coloro i quali sono in sovrappeso a perdere i chili di troppo senza troppe rinunce. Il colesterolo è un grasso presente nel nostro organismo: quando raggiunge alti livelli nel sangue, c’è un alto rischio di sviluppare malattie cardiovascolari e di altri organi vitali.

L’unica prevenzione è abbassare i livelli di colesterolo sin da bambini, prediligendo non solo il cibo povero di sodio, bensì alimenti magri come il latte scremato, la carne bianca, frutta e verdura fresca, i legumi, pasta e pane integrale (ricco di fibre), olio vegetale e l’albume di uovo al posto del tuorlo. Noi italiani abbiamo la dieta Mediterranea che ci rappresenta nel mondo, oltre al Vaticano. Il Cristianesimo impone di partecipare all’Eucarestia mediante l’assaggio di un pane azzimo, quindi privo di lievitazione ma contenente la bellezza di 300 calorie per dischetto. Si tratta dell’ostia consacrata.

Cibo povero, fibre e ferro

Ogni prodotto di origine vegetale ha le fibre alimentari. Queste sostanze sono chiamate anche gli spazzini dell’intestino, visto che lo ripuliscono dalle scorie interne. Sono indicate per le persone a dieta perché trasmettono un appagante senso di sazietà, oltre a contribuire insieme all’acqua al regolare transito intestinale e gestire l’assorbimento di grassi e zuccheri, scongiurando diabete e malattie del cuore. Frutta, verdura cotta al vapore e alimenti integrali come legumi, pasta, pane orzo e cereali, se consumati in quantità eccessiva, possono provocare stitichezza. In caso di patologie come la sindrome da intestino irritabile e colite sono sconsigliati per non peggiorare l’infiammazione. Neanche a farlo apposta, questo cibo insieme ai legumi e alle interiora contengono molto ferro.

Esso è un minerale molto importante per il sangue e se non viene assunto in modo giornaliero si rischia una grave anemia e, in caso di gravidanza, è uno dei parametri di controllo che tutto proceda per il meglio ed evitare un parto prematuro o di basso peso alla nascita del bambino. Anche se è raro, ci possono essere episodi di malattie rare genetiche. Tuttavia, il consumo di ferro in eccesso comporta depressione e stanchezza, oltre che irritabilità, ma anche rigonfiamento del fegato e collasso epatico nei casi più gravi.

Il ferro assimilabile è quello più facile da controllare, in quanto contenuto nella carne, mentre per assimilare la sostanza non eme, si devono adottare alcuni accorgimenti come l’assunzione di vitamina C e l’astensione temporanea dall’assunzione di tè, caffè e latte e derivati. Non solo ritardano l’assimilazione della sostanza, bensì ne contengono anche pochissimo, come l’olio vegetale, il succo d’arancia, il sakè, lo zucchero, gli agrumi, i dolci preparati con l’albume d’uovo, per fare il pieno di proteine senza effetti collaterali.

Dieta marines: una guerra per perdere peso

Nella lista delle diete di tendenza degli ultimi anni, trova posto la dieta militare o dieta marines, un piano alimentare che si ispira a quello dei soldati americani in missione e che necessitano di un tipo di alimentazione che li aiuta ad affrontare un addestramento duro.

Ingredienti principali di questa dieta
Programma alimentare
La differenza con dieta dell’astronauta
Le opinioni di chi l’ha provata

Alcuni sostengono che il regime alimentare è stato studiato dai nutrizionisti americani in campo militare per mantenere in forma i soldati, mancano però conferme a proposito. Questa dieta propone combinazioni specifiche di cibi per bruciare i grassi, aumentando il metabolismo così da favorire la perdita di peso in tempi rapidi. Seguendo questo rigido regime alimentare si possono perdere fino a 4,5 kg a settimana. Un simile schema alimentare basato su ingredienti semplici e non elaborati, promette di far dimagrire in tempi rapidi senza prescrizione medica e senza la necessità di fare molta palestra, come siamo solitamente abituati, quando si parla di recupero del peso forma.

Si tratta di un regime di alimentazione drastico, anche se non liquido e disintossicante, da seguire per 3 giorni, durante i quali bisogna consumare carboidrati poco complessi e cibi proteici (uova, tonno e carne), a cui si associano degli ingredienti che fanno bruciare i grassi come caffeina e pompelmo.
Durante questo periodo si consiglia di bere caffè o tè, l’importante è che non venga fatta alcuna aggiunta calorica, determinata dall’inserimento di zucchero o di cremina. All’interno di questa dieta per soldati non mancano verdure e frutta, come fonti di fibre, vitamine e sali minerali, si deve fornire un buon contenuto di calcio (fiocchi di latte e gelato) e garantire una costante idratazione, ad esempio bevendo molta acqua. La dieta militare, in quanto made in USA, prevede degli ingredienti tipici della cucina americana, che nulla hanno a che vedere con la dieta mediterranea come ad esempio:

  • burro d’arachidi,
  • fiocchi di latte,
  • wurstel,
  • hot dog,
  • pane tostato.

marines in guerra

Una dieta dei marines o una guerra persa ?

La dieta dei soldati non ha le stesse caratteristiche delle diete che promettono di dimagrire 10 kg in un mese, le quali sono ancora più restrittive, richiedendo un grande impegno, ma non vanno fatte prolungare, per non causare danni all’organismo. Questo tipo di regime alimentare ferreo vieta:
fritti, cibi grassi, alimenti dolci, bevande gassate e zuccherate.

E’ consentito mangiare poco pane e pasta, si consiglia il consumo di pesce azzurro e carne bianca, non devono mancare frutta e verdura in tavola.

Dimagrire 10 kg in un mese vuol dire perdere più di 1,5 kg a settimana, questa perdita eccessiva di peso in breve tempo è sconsigliata poiché può provocare scompensi nutritivi, pertanto è meglio consultare un dietologo prima di diventare più che dei marines, degli “invalidi di guerra”.

Il programma alimentare

La dieta militare dura 7 giorni e si articola in due fasi: nei primi 3 giorni si segue un piano alimentare a basso contenuto calorico; nei restanti 4 giorni si deve mantenere un basso apporto calorico con meno restrizioni, non superando le 1.500 calorie. A seguire il programma dei 3 giorni di dieta.

Giorno 1 (circa 1.400 calorie)

  • Colazione: una fetta di pane tostato con 2 cucchiai di burro di arachidi, mezzo pompelmo,una tazza di caffè o tè.
  • Pranzo: una fetta di pane tostato, 75 grammi di tonno, una tazza di caffè o tè.
  • Cena: 85 grammi di carne con fagiolini verdi, una mela piccola, mezza banana, una tazza di gelato alla vaniglia.

Giorno 2 (circa 1.200 calorie)

  • Colazione: una fetta di pane tostato, un uovo sodo, mezza banana, una tazza di caffè o tè.
  • Pranzo: un uovo sodo; 150 grammi di ricotta, 5 crackers, una tazza di caffè o tè.
  • Cena: 2 hot dog, 60 grammi di carote e 50 grammi di broccoli, mezza banana, mezza tazza di gelato alla vaniglia.

Terzo giorno (circa 1.100 calorie)

  • Colazione: una fetta di formaggio cheddar, 5 crackers, una mela piccola, una tazza di caffè o tè.
  • Pranzo: una fetta di pane tostato, un uovo (cotto come più vi piace), una tazza di caffè o tè.
  • Cena: 75 grammi di tonno, mezza banana, 1 tazza di gelato alla vaniglia.

Si possono apportare modifiche al programma sostituendo alcuni alimenti ma mantenendo lo stesso numero di calorie, così anche se la dieta militare non ha una base vegetariana può essere adottata dai vegetariani, ad esempio sostituendo il tonno con le mandorle e la carne con verdure ed ortaggi stagionali.

Si può favorire un effetto disintossicante bevendo acqua calda con limone nel corso della giornata, iniziando da appena svegli, mentre va evitato lo zucchero ed i dolcificanti raffinati, davvero letali per la linea.

La dieta dello spazio

Un altro regime alimentare di moda, ma più rigido della dieta marines, è la dieta dell’astronauta: un regime low carb che esclude pane, pasta, cibi dolci e zuccheri, si può perdere peso così in poco tempo, anche se per ottenere risultati più sicuri, è importante seguire poi un’alimentazione di mantenimento.

La dieta dell’astronauta è iperlipidica ed ipoglucidica, prevede cibi proteici e ricchi di grassi ed un basso contenuto di carboidrati. Si definisce anche dieta a punti perchè ad ogni alimento viene assegnato un punteggio (grassi e proteine hanno punteggi molto bassi rispetto ai carboidrati). Questo regime dietetico ritiene che i grassi non vengono assimilati completamente dal nostro organismo, se non si assume una quantità sufficiente di carboidrati, per questo nel corso della giornata vanno consumati: 45% di grassi, 25% di proteine, 30% di carboidrati.
La dieta dell’astronauta non può durare più di 14 giorni, per non causare effetti negativi sulla salute, meglio consultare un nutrizionista prima di seguire questa dieta lampo, altrimenti potrebbero verificarsi degli effetti negativi. La dieta è stata studiata negli anni ’60, e costruita ad hoc per gli astronauti in missione nello spazio, da parte dei nutrizionisti della Nasa, che avevano interesse ad ottimizzare l’assunzione di nutrienti e ridurre i gas prodotti nello stomaco, per non alterare l’equilibrio dell’atmosfera all’interno di una stazione spaziale. Solo successivamente ci si è accorti che questa dieta favorisce la perdita di peso. Questo sistema alimentare è stato ideato anche per sopperire alla evidente difficoltà di praticare esercizi fisici quando si è dentro ad un astronave in assenza di gravità.
Si ricorda come gli astronauti, per tenersi in forma, praticano la space gym, che serve ad attenuare la sensazione di assenza di ossa ed ha la capacità di tonificare i muscoli degli space man. Si caratterizza dall’uso di una barra metallica attraverso cui eseguire squat o stacchi da terra. Successivamente si tira una barra più piccola, attaccata ad un cavo, per potenziare i muscoli della schiena.

Pareri favorevoli e contrari

Funziona davvero oppure è solo una moda?

Il successo del regime alimentare si deve alla pubblicità fatta da alcune star hollywoodiane che l’hanno seguita per perdere peso in tempi rapidi, in vista delle riprese di un film. La dieta marines non può contare su una conferma scientifica, ma non vanno negati i risultati soddisfacenti che possono ottenere i soggetti con un alto tasso di grassi.

La dieta americana oltre dalle star, viene seguita di solito da chi vuole perdere 10 kg in un mese e da chi ha intenzione di dimagrire in tempi ancora più ristretti rispetto alle classiche diete di 15 giorni. Viene generalmente fatta dagli uomini ma può essere seguita anche dalle donne, visto che i marines donna da anni si arruolano.

La military diet anche se drastica, per il basso apporto calorico, non causa carenze nutrizionali e problemi metabolici associati al consumo di cibi spazzatura (hot dog, cracker, gelati), questo perchè risulta essere molto breve.
Molti dietologi sono convinti del fatto che se fosse prolungata per mesi diverrebbe praticamente non sostenibile per l’organismo.

I punti deboli della dieta marines sono rappresentati infatti dalla mancanza di varietà e dallo sbilanciamento nutritivo: il menù prevede un basso contenuto proteico ed un alto contenuto di carboidrati.

Chi ha seguito personalmente la dieta afferma però che è molto meno dura di quello che sembra anche se ha delle regole ferree, basta abituarsi per qualche giorno ad una riduzione di calorie, per avere dei buoni risultati in termini di bruciare i grassi in eccesso, anche se resta indispensabile rispettare il programma alimentare senza sgarrare e dicendo anche qualche no agli inviti degli amici.
Per evitare gli effetti delle diete che fanno perdere peso velocemente per poi riprenderlo dopo la conclusione del programma dietetico è bene seguire una dieta militare di mantenimento che limita le calorie giornaliere a circa 1.500.

Molti ritengono che per perdere peso sia necessario associare alla dieta l’esercizio fisico, in tal caso si può testare un allenamento ispirato all’addestramento dei marines: il Bootcamp, divenuto popolare al pari del crossfit tra le star, indicato sia per uomini che per donne. La disciplina USA che simula l’allenamento all’aperto dei marines, garantisce la perdita fino ad 8 kg dopo sei settimane e va praticata almeno due volte alla settimana.
Questa attività sportiva, quasi spartana, vista la rigorosità delle serie, prevede una fase iniziale di riscaldamento (corsa e stretching), a cui succedono poi esercizi che potenziano la resistenza muscolare e cardiovascolare, addominali e flessioni. Per finire, si conclude il workout con dei validi esercizi di rilassamento.

Chi sostiene che dimagrire senza sport è impossibile, suggerisce di mantenersi in forma con l’allenamento a corpo liberom ossia senza attrezzi. Questa soluzione è facile da fare a casa anche da soli e permette di bruciare molte calorie, allenando i diversi gruppi di muscoli per mezzo di esercizi di coordinazione, forza e resistenza.
Sempre nell’ambito del “fai da te”, le persone più dinamiche potranno invece scolpire la silhouette, realizzando un’attività fisica più intensa, come il salto con la corda, anche questo, tra l’altro molto amato dai soldati a stelle e strisce.

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