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Come riconoscere un menù sano al ristorante

E’ noto a tutti che avere un’alimentazione sana seguendo una dieta corretta è fondamentale. E’ proprio il giusto stile alimentare, infatti, che contribuisce a fornire l’energia quotidiana indispensabile per un adeguato funzionamento dell’organismo.
Al fine di evitare l’insorgere dei rischi del mangiare male, quindi, è importantissimo prestare particolare attenzione ai cibi che si ingeriscono durante la giornata.

Seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata, però, non è così semplice nel momento in cui per questioni di tipo lavorativo si è costretti a stare tutta la settimana fuori casa e conseguentemente a mangiare quotidianamente fuori.

Quali lavori costringono ad andare spesso al ristorante?

Sono molti i lavori che non permettono alle persone, soprattutto a coloro che lavorano come dipendenti, di tornare a casa propria per la pausa pranzo. In primo luogo si tratta di quei lavori nei quali, essendo prevista una certa continuità, è prevista una pausa pranzo piuttosto breve o comunque non sufficiente per potersi dirigere a casa propria per pranzo.
Si pensi ad esempio a chi lavora in ospedale come medico, infermiere o chirurgo o a chi, per ragioni lavorative, è costretto ad essere sempre a disposizione durante l’arco delle otto ore lavorative nel caso in cui lo si chiami.

Una stessa impossibilità nel tornare a casa per ora di pranzo vale per coloro i quali hanno un posto di lavoro troppo distante dalla loro abitazione e che, per tale ragione, devono necessariamente optare per pranzare fuori.
Tutto questo, naturalmente, complica le cose soprattutto quando oltre che male si è costretti anche a mangiare poco o velocemente. Una dieta corretta dovrebbe essere sempre seguita con la consapevolezza che mangiare sano solo per una settimana non serve a nulla in quanto non ha di certo lo stesso funzionamento di un piano di digiuno terapico disintossicante.

menu di ristorante

Come è già stato sottolineato in precedenza un altro fattore da tenere in considerazione è la velocità dei tempi. Un rappresentante, ad esempio, ha una pausa pranzo davvero molto breve e dei tempi ristretti per mangiare e tutto questo, ovviamente, influisce negativamente sulla salute.
I malesseri da rappresentante potrebbero ben presto verificarsi. Tra questi anche seri problemi di natura intestinale dovuti ad un accumulo di stress e tensioni quotidiane, unite al mangiare male ed al farlo troppo velocemente. Molto gravi, quindi, potrebbero essere problemi come la gastrite o i forti dolori di fegato che ogni rappresentante, a causa del suo lavoro, potrebbe riscontrare.

Ecco perché essendo spesso costretti a mangiare fuori casa è importante imparare a capire come riconoscere un menù sano al ristorante focalizzandosi soprattutto sul come mantenere l’equilibrio tra le varie pietanze.

Quanto si spende al ristorante per mangiare bene?

Non è ovviamente possibile rispondere a questa domanda in termini numerici. I ristoranti in cui si mangia bene, infatti, stanno aumentando oggi sempre più così come stanno aumentando i luoghi di ristoro nei quali si può optare per dei pranzi di lavoro che mantengono prezzi davvero molto equilibrati ed alla portata.
Vero è che il prezzo da pagare varia anche in base alla qualità del prodotto offerto. Per seguire una dieta equilibrata, quindi, bisogna saper scegliere con cura il luogo nel quale si decide di fermarsi per pranzo.

Come ci si accorge che in quel locale si può mangiare bene?

Di primaria importanza in questa valutazione, ad esempio, è il fatto che il menù vari ogni giorno. Devono poi essere presi in considerazione quali sono i prodotti stagionali contemplati e soprattutto se questi vengono davvero utilizzati. Il menù estivo, cioè, dovrebbe essere totalmente diverso da quello invernale.
Un menù che sia fatto con coscienza, inoltre, dovrebbe contenere un’indicazione precisa circa gli alimenti a base di glutine o altri cibi contenenti allergeni.
Un buon ristorante dovrebbe poi disporre di un menù per bambini contenente tipologie di ingredienti e prodotti che siano adatti ai più piccini.

Un buon ristoratore potrebbe fare qualcosa per migliorarsi e rendere sempre più buono e sano il proprio cibo. Un’ottima alternativa sarebbe quella di aggiornarsi continuamente mediante corsi di aggiornamento o scambi di opinione con figure professionali come i nutrizionisti, che potrebbero addirittura essere coinvolti nella stesura del menù.

Quali sono i cibi più sani?

Nel dare risposta a questa domanda bisogna partire dal presupposto che il criterio per valutare se un cibo sia o meno sano è un criterio soggettivo. Un cibo che per un soggetto potrebbe essere sano, infatti, potrebbe non esserlo per un’altra persona.
L’unica categoria di cibi che i dietologi definiscono univocamente non sani sono i cosiddetti trush food. Partendo da tale presupposto si può affermare che un goloso non deve necessariamente essere destinato a cibo spazzatura ma, grazie all’esistenza di menù sani e golosi allo stesso tempo è possibile mangiare senza dover rinunciare al gusto.
Non si tratta di menù particolarmente complessi ma semplicemente di menù le cui virtù principali sono la semplicità e l’assenza di un’eccessiva quantità di condimento.

Lo zafferano va bene? e le spezie in generale?

Dello zafferano si dice in cucina valga più dell’oro. Si tratta infatti di una spezia che, ricavata da un arbusto, è capace di apportare numerosi benefici alla salute. E’ addirittura considerato adatto alla cura ed alla prevenzione di determinate patologie.
Tra le tante proprietà benefiche vi è ad esempio quella di essere un ottimo antistress ed antidepressivo. Grazie alla presenza della curcumina è inoltre un prodotto antinfiammatorio.

Numerosi, inoltre, sono i benefici sull’apparato cardiocircolatorio. Lo zafferano ha infatti la capacità di la pressione sanguigna, riducendo così l’ipertensione. Vanno infine sottolineate le sue proprietà digestive e metaboliche. Al suo interno lo zafferano contiene pigmenti in grado di entrare in circolo e aumentare la secrezione di bile e succhi gastrici.
Altre spezie molto utili alla salute sono, tra le tante, la curcuma con le sue ottimali proprietà curative, il cumino, il peperoncino capace di stimolare metabolismo e digestione, la noce moscata che risulta utile in caso di pressione bassa e i chiodi di garofano, considerati un ottimo antibatterico naturale.

Cucinare sano vuol dire anche cucinare leggero?

Questo non è detto ma generalmente al concetto di sano viene affiancato quello di leggerezza. La dieta del mangiare sano, almeno nel nostro paese, è considerata la dieta mediterranea.
Per chi voglia perdere peso, inoltre, è bene sapere che una dieta sana e corretta aiuta molto anche in questo. Da evitare in una dieta che sia davvero sana è l’abuso di olio e soprattutto un suo mancato ricambio in caso di fritture. Tutto ciò potrebbe fare male alla salute, appesantendo il corpo in maniera eccessiva.

Esistono fattorini che portano cibo sano a domicilio?

La risposta è affermativa e ci sono alcune catene appositamente preposte. Tra queste, ad esempio, Just Eat oppure NutriBees nota per i suoi cibi particolarmente salutari.

Piramide alimentare per diabetici

Quando si parla  di diabete la situazione è davvero molto delicata. Ci sono infatti davvero pochissimi dottori che riescono a consigliare una dieta particolare per tutte quelle persone afflitte da questo disturbo debilitante.
Un aspetto che colpisce subito alla “vista” quando passiamo in rassegna oltre il 50% dei soggetti diabetici presenti Italia: queste persone che sono sono obese o comunque in sovrappeso.

Quali cibi fanno male al diabete?

Per cercare di non incorrere in problemi di questo tipo bisognerà coniugare una buona dieta a un’attività fisica abbastanza intensa. Questa ovvietà resta però il più delle volte inascoltata e le persone continuano ad abbuffarsi a tavola reiterando in esagerazioni e grosse abbuffate. Non è un caso se il numero dei soggetti diabetici resta abbastanza elevato e tra questi rientrano anche numerosi vip.

diabete strumento misura zuccheri

strumento per misurare quantità di zuccheri nei cibi

Perchè farsi male in questo modo, nonostante tutti gli studi effettuati per definire la giusta piramide alimentare?

Chi soffre di diabete non solo deve stare attendo alle quantità di cibo che mangia, ma anche attento al tipo di cibo che mangia.
Esiste un tipo di alimentazione proibita che non farebbe altro che aumentare le probabilità di accumulare grassi saturi e ammalarsi di diabete.
La scienza è quindi dalla nostra parte, ora tocca a noi essere più determinati e dimostrare con la forza di volontà di avere ancora a cuore la nostra salute.

Cibi per diabetici

Ma quali sono gli alimenti che fanno male al diabete? In generale, ci duole ammetterlo, ma fa un po’ tutto male al diabete. Essere italiani e dover rinunciare a tante di quelle deliziose pietanze che impreziosiscono i nostri pasti farà pure soffrire, ma ci aiuterà ad essere più sereni e prevenire dolori addominali e problematiche legate ad un intestino in difficoltà.
Esistono alcuni alimenti che bisognerà evitare assolutamente.
I  primi in assoluto sono gli zuccheri semplici ad assorbimento molto rapido, nello specifico si parla di glucosio, fruttosio, galattosio. I cibi contenenti zuccheri ad assorbimento rapido, si trovano in abbondanti quantitativi all’interno dei latticini.

Volendo dare un volto e un nome ai nemici giurati per i diabetici, si parlerà principalmente di: saccarosio, lattosio e maltosio.
Esistono però altri zuccheri che non rientreranno per nessuna ragione al Mondo nella piramide degli alimenti di chi soffre di diabete e questi sono quelli detti “complessi” o polisaccaridi ad assorbimento lento, come ad esempio l’amido.
E’ per questa stessa ragione che alla base della piramide nutrizionale di un individuo malato di diabete non troveremo mai le patate.

Sono molti altri i piatti a cui dire no, pur di salvaguardare la salute dei nostri globuli rossi e bianchi. Vediamo di che cosa si tratta, in maniera tale da offrire un quadro più completo dei cibi e delle bevande negate se si ha questo problema.
In genere, una persona affetta da diabete dovrà prima di tutto evitare il vino, nello specifico quello dolce, generalmente più alcolico, quelli liquorosi come il porto e il liquore vero e proprio (amari inclusi).
Altra arma che si rivela davvero letale per il sistema immunitario sono le bevande gassate artificiali, come la famosissima coca-cola.

Non esiste multinazionale che tenga quando si parla di benessere intestinale. La coca cola avrà pure degli ingredienti segreti, ma ci sono centinaia di studi, molto ben conosciuti, che dimostrano gli effetti negativi in termini di accumulo di diabete nelle arterie e aumento del peso corporeo.
Altri cibi negati sono il mascarpone e tutti i latticini. Il formaggio soprattutto quello  stagionato è uno degli alimenti che crea più problemi. Un’altra categoria di alimenti da evitare assolutamente sono gli insaccati. La coppa, mortadella, pancetta, capocollo, prosciutto crudo e cotto, salami e salsicce.

Il diabetico dovrà stare alla larga da salumerie ed altre attività commerciali, in cui è prevista la vendita di prosciutto, se non vorrà far arrabbiare il suo stomaco e gli studiosi di piramidi alimentari, create specificatamente, a seconda della malattia del soggetto.
Frutta candita, sciroppata, mostarda di frutta, miele, marmellata, gelatina di frutta, la melassa e soprattutto la frutta secca fanno davvero malissimo a coloro che hanno problemi con il diabete. Ovviamente i prodotti come zucchero da cucina, caramelle, cioccolato, creme, budini, dolci e gelati sono da evitare tassativamente.
Le conseguenze di non seguire una dieta attenta e scrupolosa potrebbero sintetizzarsi nella famosa battuta di Lino Banfi, quando recitava “sono volatili per diabetici”…

Quale sarebbe una piramide alimentare adatta per le persone con diabete?

Diciamo che in generale ogni persona affetta da diabete non può limitarsi a seguire semplicemente la dieta mediterranea, convinta che possa offrire anche nel suo caso, la lista degli alimenti più completi e l’elenco delle vitamine utili al suo corpo per vivere meglio.
All’interno di questo regime alimentare, tipico dell’area mediterranea, si troveranno sì gli alimenti consigliati dai medici e dai dietologi, ma questo non significa che andranno ugualmente bene per chi vive una condizione di salute particolare, come coloro i quali patiscono le sofferenze da diabete.

Come italiani dobbiamo sentirci fortunati per poter seguire uno tra i regimi nutrizionali più consigliati al Mondo, ma dobbiamo fare i giusti distingua, qualora avessimo qualche deficit o intolleranza.
Nella piramide alimentare italiana si sostiene che i primi cibi da assumere dovrebbero essere soprattutto le verdure, sia crude che cotte, a patto che siano fresche.
Trattandosi di alimenti leggeri e facili da digerire, potremmo quasi mangiarne a dismisura, se non soffrissimo di colite.
Almeno 2-3 volte a settimana bisogna mangiare del pesce, anche surgelato, l’importante è che venga conservato in maniera adeguata.

I famosi carboidrati, simbolo della piramide nazionale, sono invece abbastanza tabù nel caso di malati di diabete. Prima di commettere imprudenze quindi e autoconvincervi che la dieta mediterranea sia perfetta anche per le vostre esigenze, prenotate una visita da un nutrizionista, specializzato in malattie croniche.
Pane, pasta, riso, fette biscottate e cereali integrali possono rivelarsi un’insidia terribile per chi soffre di questo male.

Per quando riguarda il prodotto più tipico della Puglia, l’olio extravergine di oliva, si potrà consumarlo anche se afflitti da diabete, ma sarà importante assumerlo crudo e con moderazione.
Una persona affetta da diabete, come abbiamo già evidenziato, dovrà evitare di mangiare formaggio, ma se assunto saltuariamente e in piccole quantità non ci sarà nessun problema.

Due giorni a settimana, al posto di un secondo piatto si potrà optare per 15 grammi di Grana Padano.
Più rigore invece sarà dato nel caso di latte e yogurt, considerato il fatto che andranno selezionati tassativamente quelli scremati o parzialmente scremati.