Esiste una definizione unanime che può far luce sul significato della piramide alimentare in relazione alla dieta mediterranea e questo ha naturalmente a che fare con la salute. Di sicuro, possiamo affermare con certezza che, nonostante la presenza della parola piramide e dell’aggettivo mediterraneo, non abbia a che fare né con gli antichi egizi e né con un regime alimentare che abbia a che fare esclusivamente con prodotti marini.

Piramide alimentare animale
Le piramidi alimentari sbagliate
Errori da evitare

Che cosa significa allora seguire una dieta mediterranea e attenersi ai reali principi della piramide alimentare?

Vuol dire innanzitutto volersi bene. La rappresentazione grafica dei cibi salutari, da assumere per ottenere benessere, si rivela una trasposizione visiva dei migliori consigli nutrizionali che possiamo ricevere su come allestire una tavola. Lo schema rappresentativo, veicolato attraverso un disegno, dimostra numerosi vantaggi. Tra gli aspetti più positivi di diffondere informazioni mediante un immagine così evocativa, come quella di una foto di forma piramidale, si ricorda:

  • la semplicità di una comunicazione che può essere diffusa, anche ad un pubblico più giovane, come nel caso dei bambini delle scuole primarie. Si sottolinea come dieta mediterranea e piramide alimentare non siano argomenti esclusivi, appartenenti ad un pubblico maturo. La salute pubblica, implica come la nutrizione e il focus sui cibi sani e genuini, etichettati sotto il cappello di alimentazione mediterranea, debbano essere insegnati anche ai bimbi. Come spiegare cosa è una dieta piramidale ben bilanciata, in cui trionfano le pietanze del nostro Mediterraneo e si nega la presenza di cibi spazzatura made in USA, come bibite gassate e merendine ipercaloriche, è un dovere educativo di tutti i maestri che lavorano nelle scuole elementari. Se primarie sono le scuole dove vengono messe le piramidi alimentari a confronto, primario è anche il bisogno che le future generazioni hanno di imparare a mangiare in modo corretto, solo i pasti più salutari. Crescere più tonici e sportivi e godere di una condizione fisica migliore, grazie ad una piramide nutrizionale migliore è un collegamento che dovranno imparare a fare presto, per arrivare in età pre adolescenziale con le giuste basi cognitive e diventare degli adulti più responsabili.
  • La facilità con cui collegare una scala alimentare definita, in cui si susseguono secondi ai primi, i contorni ai secondi e la frutta al dolce, all’iconografia di un triangolo nutrizionale. Cercare i nessi tra gli argomenti è un’impresa non da poco. Solitamente sono gli oratori più abili, coloro i quali riescono nell’impresa di mettere in relazione vari temi, utilizzando discorsi decisamente semplici. Il ricorso ad una foto può aiutare anche chi non ha il dono della parola e chi vuole esplicitare un argomento velocemente, senza investire troppo tempo e termini, a marcare l’accento sulla  nutrigenomica, ovvero sul legame tra malattie e tipo di alimentazione. Seguire le indicazioni di una piramide nutritiva giornaliera attraverso una grafica accattivante, aiuterà tantissimi cervelli un po’ più pigri e poco inclini alla lettura, ad innamorarsi della classica dieta mediterranea. Insegnare le basi della cucina del Mediterraneo, facendo ricordo a dei simpatici disegni di piramidi coloratissime, servirà anche ad appassionarsi ai valori di integrazione e di rispetto dei popoli, oltre a porre un freno importante al dramma dell’obesità infantile. E’ universalmente riconosciuto come la cucina mediterranea possa donare un giusto rapporto tra energia ed elementi nutritivi adeguati, ed è per questo che ogni mensa scolastica dovrebbe preferirla come base alimentare. La piramide alimentare mediterranea è molto più di un’illustrazione simpatica dalla forma curiosa, ma uno strumento educativo che può smuovere le coscienze e rendere il Mondo più giusto, anche sul piano dello sfruttamento delle risorse naturali.
  • L’utilizzo più pratico nello sport. Intrinsecamente collegato con il punto analizzato in precedenza, un disegnino su cui verranno indicati gli alimenti più congrui ad una dieta mediterranea, avvalendosi di un contenitore di forma piramidale, migliora le possibilità di dimostrare come attività sportive e movimento siano importanti, al meno quanto lo è il cibo che mangiamo. Anche se  una grande fetta di popolazione, continua ad avvicinarsi con curiosità a questo argomento, spinta, soprattutto nel caso di donne, dalla voglia di dimagrire, per fortuna esiste un pubblico attento al benessere a 360°. Parallelamente all’inserimento di verdura assortita e pesce in quantità elevate, da inserire nella scelta dei cibi di mangiare quotidianamente, bisognerebbe infatti seguire dei comportamenti più consoni a quelli che decidono di intraprendere una scelta di vita e vivere meglio. Attività sportive e piramidi alimentari mediterranee sono quindi strettamente legate tra loro e fanno parte di un percorso di vita chiamato benessere, volto a riequilibrare quanto di sbagliato si potrebbe fare nella scelta dei pasti e nel preferire una vita sedentaria da veri poltroni.
    Non è un caso se un po’ tutte nelle categorie di calcio si da un ruolo di rilievo assoluto all’aspetto nutrizionale. Le categorie energetiche dei cibi assunti dai calciatori, per quelli di serie A, come per quelli di lega, dovrebbero fornire la forza per sostenere incontri sportivi e allenamenti, ma senza mai appesantire gli atleti, sia sul piano fisico che mentale.
    La qualità della piramide alimentare giornaliera non diviene pertanto una prerogativa esclusiva della  FIDA, ovvero della federazione italiana danza amatori, ma un valore essenziale, perseguito da tutte le organizzazioni di sport o con scopi educativi.

La piramide alimentare degli animali

Quando si fa riferimento a questo tipo di piramide si punta l’accento più che altro alla relazione tra gli esseri viventi presenti sulla terra, esplicitando in maniera grafica il concetto di “catena alimentare”. Si tratta infatti di una catena trofica in cui si illustra come in natura esistano prede, presenti alla base della scala alimentare animale, e predatori, alla cui vetta si posiziona l’uomo. L’apice di questa struttura verticistica di forma piramidale è caratterizzato infatti dall’essere umano che, dotato di maggiore intelletto e di ragionamento logico, rispetto tutte le altre specie presenti sul pianeta, è riuscito a conquistarsi questo primato, dimostrando di poter cacciare e quindi nutrirsi di tutti gli altri animali che lo circondano. Quando si parla di piramidi alimentari animali si intende spesso demarcare differenze tra esseri erbivori ed altri carnivori e come al vertice della catena vi risieda appunto l’uomo, ovvero una creatura onnivora. Anche se su questo argomento ci soffermeremmo in un’altra sezione del sito, in cui parleremo della piramide alimentare vegana, ci preme almeno sottolineare come la dentatura dell’uomo non sia propriamente quella di un carnivoro, considerata la presenza di molari voluminosi, come nei ruminanti, piuttosto che di affilati canini, tipici tratti caratterizzanti della dentatura di bestie che mangiano carne.
Dal confronto tra piramidi alimentari di creature viventi, appartenenti a famiglie differenti, vi possono nascere importanti discussioni sul piano filosofico e filantropico. Parlare di consumatori primari, consumatori secondari, materia organica e microrganismi detritivori, aiuta a sviluppare un pensiero più critico nei confronti della distribuzione del cibo nel Mondo e del modo con cui gli animali vengano allevati in maniera intensiva e i campi agricoli bombardati di pesticidi e insetticidi allo scopo di aumentarne la produzione. Il fatto che l’uomo abbia un ruolo, all’interno della piramide tropica, persino superiore rispetto a quello degli animali terziari come leone e orca, non potrà mai giustificare le violenze e le ingiustizie con cui tratta gli altri esseri come dei sottoposti.
Purtroppo gli interessi economici che roteano dietro le industrie alimentari sono enormi e la recente fusione tra Monsanto, leader del settore food e Bayer, capofila delle aziende farmaceutiche, fa ipotizzare scenari sempre peggiori.
Come pensare che scienziati possano mai più portare avanti degli studi sull’alimentazione genuina a base di frutta biologica, se chi sovvenzionerà i loro progetti saranno coloro i quali commercializzano diserbanti e negano il collegamento tra cibi contaminati e aumento delle malattie intestinali nella popolazione? Seppure in Italia esistano delle case farmaceutiche come Eli Lilly Italia che puntano gran parte della loro comunicazione pubblicitaria sull’esigenza di una piramide della salute alimentare, le voci fuori coro, saranno sempre meno. Questa condizione di omertosità forzata, dettata dai profitti di chi commercializza cibo spazzatura e concimi chimici in agricoltura, porterà sempre più al trionfo degli hamburger e al persistere di veri campi di concentramento per animali, in nome del Dio denaro.
In questo senso, analizzare la piramide alimentare USA può servire a rendersi conto della pochezza nutrizionale di quello che mangiano negli Stati Uniti d’America e la violenza che americani e canadesi praticano negli allevamenti e mattatoi.

Fin quando madre Terra sopporterà tutto questo scempio ambientale e culturale non è dato sapersi, del resto la gran parte del pubblico non si accorge nemmeno che lo sponsor di master Chef sia “Amadori carni” e come Antonino Cannavacciuolo non si sbilanci quasi mai in piatti completamente vegani, nonostante illustri nutrizionisti “stellati” abbiano più volte dimostrato gli effetti negativi legati al consumo frequente di carne rossa.
Considerare gli animali, all’interno di questo percorso di conoscenza, è quindi importantissimo, perchè sottolinea sia l’importanza nella catena, rispetto ai consumatori che risiedono più in basso nella piramide, rispetto a loro, ma anche perchè rientrano nella dieta dei “predatori” che li precedono. Sotto questo punto di vista, mettere in relazione le piramidi alimentari, può sottolineare la valenza ecologica di incentivare un regime alimentare mediterraneo, perchè più attento alla relazione tra tutti gli abitanti di questo pianeta.
Al di là del pensiero di pionieri come Ongaro, fermamente convinti che solo un’introduzione massiccia dell’apporto di frutta e verdura nella struttura alimentare possa riportare eguaglianza nel Mondo e migliorare le condizioni di vita delle popolazioni, ci sentiamo di condividere moltissimi spunti con il pensiero vegetariano.
Abbiamo compreso nel tempo come mangiare verdura fa bene e cominciato a guardare con simpatia chi decideva di non nutrirsi più con proteine animali.
Le futili polemiche tra Red Ron e Cruciari, all’interno della trasmissione la “Zanzara”, spesso degenerano in sterili speculazioni, senza diventare mai spunti di riflessione interessanti, per far capire al pubblico di massa il valore nutrizionale che caratterizza la preferenza verso verdure e l’accantonamento di latticini e grassi animali.

Indigestione di informazioni alimentari

Un problema opposto, rispetto quello della scarsa volontà del mainstream di informare la popolazione circa i pasti più salutari, è legato a quello dell’abbondanza di informazioni di varia natura, che tendono più a confondere, che ad informare. La pluralità di blog in wordpress, facilmente gestibili da chiunque e la possibilità che nei forum di discussioni si insinuino i cosiddetti “troll” o “spammer”, aumenta vertiginosamente la probabilità di essere disinformati o di ricevere informazioni palesemente fuorvianti che poco o nulla hanno a che fare con piramide alimentare nutrigenomica.
Meglio quindi dare meno valore a queste fonti secondarie e seguire le direttive o le linee guida che provengono direttamente dalla Oms, ovvero dall’organizzazione della Sanità, o da altri istituti accreditati. Bisognerà restare sempre aggiornati, in quanto le linee guida sugli alimenti che fanno parte della piramide giornaliera e settimanale, vengono aggiornati di anno in anno. Sono tante le ragioni che favoriscono la presentazione di direttive alimentari sempre differenti, ogni anno, ed hanno a che fare il più delle volte con questi fattori:

  • cambiamenti nell’età media della popolazione. Si specifica come la piramide alimentare over 65 non potrà ad esempio mai contenere la quantità di proteine e carboidrati che sarà considerata adeguata alla crescita di adolescenti.
  • Nuove scoperte scientifiche. Gli studi sugli alimenti, come quelli di un’università prestigiosa come Harvard, possono far nascere dei dubbi sulla bontà di un cibo, ad esempio inserito nella piramide di nutrizione dell’anno passato, e quindi determinarne l’esclusione dall’elenco di cibi utili allo sviluppo armonico, presenti nel famoso schema alimentare.
  • Episodi specifici. Il decesso improvviso di un paziente, a causa di un’intossicazione da cibo, un innovativo piano alimentare, come quello ideato da Ancel Keys, con la razione K, possono favorire l’inserimento o meno di un elemento dalla migliore dieta piramidale che si possa seguire.

Errori da non commettere

Anche quando la piramide dell’alimentazione corretta lascia presagire dei benefici immediati sulla propria salute, dobbiamo mantenere il senso critico alto ed evitare di commettere errori. L’indicazione di determinati cibi all’interno della piramide non rappresenta soltanto un mero elenco da seguire in maniera pigra e quasi passiva, ma dovrà farci riflettere sui danni legati ad eventuali eccessi o indurci alla scelta di nutrimenti sempre freschi.

100% pesce. Chi l’ha detto che mangiando soltanto pesce si vive meglio? La dieta dei Paesi mediterranei deve essere varia. Non possiamo permetterci di seguire una dieta unicamente marina, perchè si rischierebbe di creare scompensi nell’organismo, come nel caso delle popolazioni più povere del sud america che, alimentandosi solo si prodotti ittici, presentano un numero maggiore di aritmie e fibrillazione atriale.

Piramide alimentare vuota. Anche quando si segue a menadito una piramide perfetta, come neanche un nutrizionista di Cheope potrebbe fare, sarà indispensabile assicurarsi che si tratti di cibo prodotto nei territori limitrofi. Inutile vantarsi di mangiare tanta frutta, se poi si scopre che si tratta di meloni argentini, acquistati a Dicembre, in qualche ipermercato della città. Le verdure, così come la frutta e tutti gli altri cibi “fuori stagione” o provenienti lontano dalla nostra area geografica, non conteneranno mai tutte le proprietà o i principi nutritivi di alimenti “a chilometro zero” o coltivati dalla campagna biologica poco distante, dalla nostra urbe. Meglio preferire prodotti ortofrutticoli freschi che rischiare di seguire una piramide alimentare vuota, anche perchè, molte volte “gusti fuori stagione” possono costare molti più euro di varietà locali a buon mercato.

Rispettare il fabbisogno energetico in base all’età. Ogni cosa ha il suo tempo, recita un detto antico e lo stesso vale anche se si parla di mangiare la cosa giusta. Non esagerate mai con il numero di calorie di un pasto se il vostro corpo ve ne richiede di meno. Alzarsi dalla tavola con un po’ di appetito è un’ottima regola da seguire, ancor prima di appassionarsi ai vantaggi di seguire una piramide alimentare ufficiale. Qualora si trascurasse l’apporto calorico proveniente dal cibo, oltre a rischiare di ingrassare, si incorrerebbe il pericolo di peggiorare il proprio stato di salute, a causa di un appesantimento complessivo, considerato come l’asse intestino-cervello, passi anche per il benessere della nostra colonna vertebrale.